LA STORIA

Revò, Mirco Rossi: fin dall'infanzia la passione per l'agricoltura

Il 31enne è titolare già da 12 anni di un'azienda che coltiva mele in appezzamenti estesi su tre comuni, nel terrazzo della Terza sponda, una delle zone più vocate alla frutticoltura della val di Non

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CARLO BRIDI


La storia del giovane protagonista di questa settimana viene ancora una volta da Revò, ed è quella di un 31enne, erede di una famiglia di calzolai, che ha deciso di proseguire con la piccola azienda frutticola che veniva usata come secondo lavoro dalla sua famiglia.

Parliamo di Mirco Rossi, titolare d’azienda già dal 2014.

Fin da bambino aveva una grande passione per l'agricoltura, ma sopratutto per gli animali, e di conseguenza anche le scuole superiori non potevano essere che quelle di San Michele. Ha frequentato per quattro anni la scuola professionale agraria, più precisamente l'indirizzo professionale Tia.

La zona in cui abita, non é vocata alla zootecnia e quindi ha deciso di proseguire con la piccola azienda frutticola di famiglia.

Avendone i requisiti (tranne la dimensione aziendale richiesta 1,5 Ha) Mirco, ha ottenuto il premio d’insediamento. Incassando i 40 mila euro previsti, dopo aver preso in affitto un terreno per raggiungere la dimensione aziendale richiesta, si è subito attivato e ha bonificato e piantato con i più moderni criteri di coltivazione un appezzamento di Gala.

Lei è titolare d’azienda, già dal mese di febbraio del 2014.

Perché la scelta di fare il frutticoltore?

«È un lavoro che mi permette di lavorare all’aperto tutto l’anno e “raccogliere quello che semino”, dalla potatura alla raccolta, passando per tutte le operazioni annuali. Mi piace la frutticoltura nella mia zona perché va a mantenere “ordinato” ogni singolo metro quadro di territorio, passando anche dalle aree più impervie e irregolari».

Ci descriva l'azienda.

«La superficie complessiva ora ha raggiunto i 5 Ha, tra proprietà e affitto e l’unica coltura praticata sono le mele. L’azienda si estende su tre comuni: Revò, Cagnò e Romallo.

Siamo nel terrazzo della Terza sponda, una delle zone più vocate alla frutticoltura della valle di Non.

Le varietà coltivate sono Golden Delicius, Gala, Ueb 6581 (dolce vita), Red Delicius».

Mirco, ci può presentare i suoi progetti come imprenditore agricolo? Sicuramente per un giovane poco più che trentenne ci sono anche dei sogni nel cassetto? Può confidarne uno?

«Il mio progetto principale per il futuro è quello del rinnovamento degli impianti più vetusti e coprire il maggior numero di appezzamenti (almeno quelli che me lo permettono secondo pendenza, dimensioni e forme irregolari) con reti antigrandine, per garantire una produzione di qualità e risparmiare sui costi di assicurazione.

Parlando del mio sogno, mi piacerebbe avere una diversificazione varietale in azienda, per gestire al meglio il periodo di raccolta e la quantità di manodopera mantenendo un raccolto giornaliero costante. Così si faciliterebbero notevolmente la gestione complessiva della raccolta».

Si è mai pentito della scelta fatta oltre 12 anni or sono?

«No, assolutamente, perché è un lavoro a stretto contatto con la natura e che va spesso a relazionarsi con le diverse problematiche che ci sono nel mondo».

In valle di Non c’è una forte corrente di contestazione dell’uso dei fitofarmaci, Quali sono i suoi rapporti con l’ambiente?

«La mia azienda segue il metodo convenzionale e penso che con esso si possa rispettare l’ambiente e la biodiversità del territorio.

Nei nostri frutteti si può ammirare una fauna non indifferente tra uccelli, nidi e insetti di qualsiasi tipo e questo mi fa capire che se viene rispettato il metodo convenzionale c’è posto anche per loro».

Non ha mai pensato di trasformare la sua azienda in azienda biologica?

«No, perché penso che in val di Non, con il frazionamento aziendale che abbiamo, sia impossibile e il reddito finale non è lontanamente paragonabile a quello del convenzionale».

Dove vende i suoi prodotti? Ed è soddisfatto delle liquidazioni?

«Le mie mele vengono conferite totalmente al consorzio Terza Sponda di Revò, socio di Melinda, e sono soddisfatto del liquidato».

Mirco è fidanzato con Nora da più di sei anni e convive con lei da due anni. Quanto agli hobby, ci confida che da molti anni pratica l’equitazione western, più nello specifico partecipando a gare di Reining a livello regionale e internazionale. Poi in inverno va con a fare snowboard con gli amici.

E questi amici che cosa dicono della scelta di lavorare in campagna?

«Mi hanno sempre sostenuto e ammirato nella scelta che ho fatto fin da giovane, anche perché non è facile, partendo con una iniziativa poco più che hobbistica e arrivando a un’azienda come quella attuale.

A Revò vi sono diversi altri giovani imprenditori agricoli, e fra di noi c'é una buona intesa, così come con altri meno giovani».

Mirco crede che ci sia sempre da imparare e quindi quando chiede un consiglio o un parere a un imprenditore con più esperienza, tutti sono sempre pronti ad aiutarlo.













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