LA STORIA

Revò, Guido Iori: dopo l'università il lavoro nei meleti

Dottore in agraria, 29 anni, membro di una famiglia di frutticoltori, ora è in società con il papà Andrea e coltiva anche ciliegie: «Dopo la laurea ho maturato la consapevolezza di voler lavorare a tempo pieno nell'azienda»

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CARLO BRIDI


La storia del giovane protagonista di questa settimana viene da Revò, ed è quella di un 29enne, erede di una famiglia di frutticoltori giunta ormai alla terza generazione.

Parliamo di Guido Iori figlio di Andrea Iori, protagonista del mondo agricolo della zona, ma anche di molte organizzazioni a livello provinciale.

Guido è laureato in agraria e avendo tutti i titoli idonei ha potuto presentare la domanda per il premio d’insediamento di recente e da quel momento è ufficialmente entrato in azienda.

Avendo appena presentato la domanda non ho ancora ricevuto il contributo, il quale sarà utilizzato per finanziare un piccolo intervento di bonifica su un appezzamento aziendale e il rinnovo dell’impianto dello stesso, con la successiva installazione di reti antigrandine.                                    

Con l’entrata in azienda dopo la laurea, ha costituito una società agricola semplice con il papà Andrea (Sas).

Guido spiega che si occupa di tutti i lavori necessari a sostenere l’attività, collaborando con il papà.

Ma perché la scelta di fare il frutticoltore con una laurea in agraria in mano? 

«Come accade a molti figli di agricoltori, ho sempre dato una mano nei campi mentre studiavo, ma i miei genitori mi hanno sempre lasciato la massima libertà di scegliere la mia strada.

Dopo il liceo scientifico a Cles, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di scienze agrarie, la quale mi ha dato due grandi opportunità: da un lato, acquisire conoscenze in ambito agrario che il liceo non poteva fornirmi, e dall'altro, tenermi aperta la porta verso altre esperienze lavorative al di fuori dell'azienda di famiglia.

È stato proprio dopo la laurea che ho maturato la consapevolezza di voler lavorare a tempo pieno nell'azienda di famiglia, pur senza precludermi la possibilità di svolgere eventuali attività secondarie in futuro».

La superficie complessiva dell’azienda è di quasi 7 ettari. Le colture praticate sono melo e in piccola parte ciliegio, con un impianto messo a dimora a inizio anni 2000. In ordine decrescente le varietà di mele coltivate sono: Golden delicious, Fuji, Red delicious, Renetta canada, Minneiska (Sweetango), Kizuri (Morgana), CIV 323 (Isaaq). 

Il suo insediamento in azienda è avvenuto solamente all’inizio di quest’anno, ma Guido ha già molti progetti futuri.

«A livello aziendale - spiega - prevediamo di aumentare la superfice coperta con reti antigrandine, oltre che continuare con il rinnovo graduale degli impianti più vecchi e la piantumazione di cultivar club in sostituzione della Golden, nell’ottica della diversificazione varietale.

Nel caso in cui se ne presenti l’occasione, considererei la possibilità di un ampliamento della superficie aziendale.

È in progetto anche l’ampliamento nonché un graduale rinnovo del parco macchine».

Sicuramente per un giovane ci sono anche dei sogni nel cassetto, ce ne può confidare uno?

«A parte l’attività aziendale, mi piacerebbe formarmi una famiglia e costruire casa dove andare a vivere».

Questa domanda può essere inopportuna perché è insediato da poco in azienda volevamo sapere se è pentito della scelta.

«No, assolutamente è la risposta secca. Più passa il tempo, maggiore è la mia convinzione nella bontà della scelta che ho fatto».

Quali sono i suoi rapporti con l’ambiente?

«Ho sempre cercato di rispettare l’ambiente e la biodiversità, che in azienda si traduce con l’attuazione di pratiche il meno impattanti possibile».

Ha mai pensato di trasformare la sua azienda in biologica?

«No, in quanto credo che anche in regime convenzionale si riescano a rispettare e salvaguardare temi come la biodiversità, l’ambiente, la salute del coltivatore e del consumatore; oltre che a garantire una maggiore qualità del prodotto.

Questo a patto che le pratiche agronomiche finalizzate alla coltivazione delle nostre colture siano applicate con raziocinio e secondo regolamenti e disciplinari di produzione».

Dove vendete i vostri prodotti? Siete soddisfatti delle liquidazioni di Melinda?

«Siamo soci Melinda e conferiamo mele e ciliegie al Consorzio ortofrutticolo Terza Sponda di Revò. Ci riteniamo soddisfatti delle liquidazioni degli ultimi anni, che permettono ai soci di far fronte ai sempre più elevati costi di produzione». 

Trova il tempo per praticare qualche hobby? 

«Ritengo di essere fortunato a vivere in questo territorio, di cui godo la bellezza con escursioni in montagna in compagnia di amici e compagna. Sono anche appassionato di cinema e musica».

Cosa dicono gli amici della scelta lavorativa? 

«Mi hanno sempre sostenuto durante il percorso di studi e anche nella scelta di inserirmi nell’attività familiare. 

Nella mia zona ci sono molti altri giovani imprenditori agricoli, ragazzi competenti della mia generazione che hanno scelto di intraprendere questa attività, la maggior parte cresciuti in una famiglia di agricoltori, fattore importante per il rinnovo generazionale». 

Guido è sentimentalmente legato a Clelia con la quale convive da quasi tre anni: «Con lei ho instaurato un equilibrio e una routine che tiene conto dei nostri diversi orari lavorativi», conclude.













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