GENERAZIONI

Pergine, Alessandro Nicolini: fra piante ornamentali e da giardino sulle orme del padre

Parla il 31enne che sta frequentando il corso per il conseguimento del brevetto professionale agricolo alla fondazione Mach. «Mi piacerebbe dedicarmi anche a qualche altra produzione, come castagne e olive (per produrre il mio olio),e all’allevamento di api, ma vivaismo e giardinaggio resteranno sempre le attività principali»

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CARLO BRIDI


La storia del giovane di questa settimana viene da Pergine Valsugana e racconta di un ragazzo che svolge un’attività molto specialistica, quella di coltivare piante ornamentali e piante da giardino.

Si tratta di Alessandro Nicolini, un giovane di 31 anni, che non si limita a produrre le piante, punta anche a realizzare aiuole e giardini. In questo periodo dell’anno è molto impegnato, ma è molto disponibile e ci concede il tempo per questa storia che si presenta molto interessante. 

Nicolini ha frequentato il liceo scientifico tecnologico, pertanto non aveva una formazione agricola, quindi sta frequentando il corso biennale per il conseguimento del brevetto professionale agricolo alla Fondazione Mach.

Un corso, precisa Nicolini, «molto interessante sia per le materie insegnate che la abilità e la professionalità del coordinatore il professor Paolo Dallavalle».      

Ha chiesto il premio d’insediamento e cosa intende fare con quei 40 mila euro?       

«Sì, ho presentato richiesta. Intendo investirlo nell’azienda, acquistando un furgone e attrezzatura vivaistica varia, per consolidare le mie attività».

Come si struttura il suo lavoro?

«Coltivo un’ampia gamma di piante da ornamento, principalmente di tipo arbustivo, partendo dalle talee sino ad arrivare alla pianta finale pronta per essere messa a dimora in un giardino o su una siepe.

Normalmente la coltivazione richiede almeno un anno, nel mio vivaio, quindi la preparazione è molto lunga.

Tutti i prodotti della serra sono venduti direttamente, principalmente con la messa a dimora e la progettazione dei giardini».

Come mai ha fatto una scelta così impegnativa?

«Sono cresciuto all’interno di questa realtà sin da bambino, nell’azienda di mio papà, e questa scelta mi permette di dare anche una continuità familiare all’azienda.

Dopo la scuola mi sono dedicato ad altre esperienze lavorative e solo nel tempo libero davo una mano a mio papà. Poi l’anno scorso ho deciso di lasciare l’altro lavoro per dedicarmi interamente alle piante e al giardinaggio, attività che mi gratificano molto. Da gennaio di quest’anno, sono subentrato nell’azienda di mio papà.

Il mio ruolo in azienda è quello di titolare, ma in questa fase sono accompagnato da mio papà, il quale mette tutta la sua esperienza a disposizione in questa fase iniziale, che chiaramente si deve completare sul fronte della formazione, sia teorica che pratica». 

Che cosa ci può raccontare dei suoi progetti guardando al futuro?

«Mi piacerebbe dedicarmi anche a qualche produzione differente, come castagne, o olivo per produrre il mio olio, e all’allevamento di api.

Comunque mantenendo sempre il vivaismo e il giardinaggio come attività principali».

Ma si è mai pentito della scelta fatta, i suoi amci come la commentano?

«No, per niente, nessun dubbio; anzi, sono sempre più convinto di aver preso la strada giusta. e Anche i miei amici ne sono contenti».

E i suoi rapporti con l’ambiente quali sono?

«Ho un forte legame con la natura e penso sia importante tutelarla in ogni nostra attività. Certo il biologico perché non ha senso per il nostro genere di coltivazioni».













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