LA STORIA

Pellizzano, Aldo Fezzi: la zootecnia come lavoro e impegno sociale

Dalla val di Sole la testimonianza di un allevatore che da pochi mesi è anche delegato provinciale di Giovanimpresa: «Nel comparto il 65% degli imprenditori è over sessanta, il che mette a rischio la continuità di molte aziende. Fra i problemi principali gli aspetti burocratici, l'accesso al credito, gli eventi climatici e gli scenari geopolitici che danneggiano i mercati»

Thomas Pezzi, frutticoltore che punta su mele e mirtilli
Clara Osti: frutta biologica, agritur e oasi Wwf


CARLO BRIDI


La storia di questa settimana ci porta a Termenago, frazione di Pellizzano, ed è quella del giovane Aldo Fezzi, da pochi mesi, esattamente il 20 maggio, delegato provinciale di Giovanimpresa: è l’ultimo eletto di una storia iniziata 70 anni or sono, quando io venni eletto primo delegato provinciale dei giovani di Coldiretti, allora Unione contadini.

Fezzi si è diplomato all’Istituto agrario di San Michele e poi ha frequentato la facoltà di agraria all’Università di Padova per 5 anni.

Settant'anni or sono i giovani impegnati in agricoltura erano diverse migliaia, in quanto era da poco iniziata la fuga dai campi che sarebbe culminata con il grande esodo degli anni Sessanta-Settanta. Paolo Bonomi, storico presidente nazionale di Coldiretti, aveva fortemente voluto la nascita del movimento giovanile per ridare fiducia ai giovani che non credevano più che l’agricoltura avesse un futuro.

Ma a distanza di 70 anni qual è la situazione oggi? Lo chiediamo a Fezzi e il giovane solandro, da buon zootecnico, ci ricorda che nel comparto, pur in presenza di parecchi giovani, il 65% degli allevatori è over sessanta, mettendo a grave rischio la continuità di molte aziende.

La superficie agricola totale è rimasta pressochè immutata pur con il calo delle aziende, a dimostrazione che molte la stanno ampliando.

Il che, precisa Fezzi, non è sempre un bene, perché i costi complessivi della gestione delle aziende sono più in crescita che in calo.

Nel complesso, le aziende condotte da un giovane dell’età inferiore ai 35 anni in Trentino, sono (secondo i dati Istat) 1.066.

Secondo un dato reso noto dal presidente di Coldiretti, Gianluca Barbacovi, sono aumentate del 18% nell’ultimo anno.

Ma quali sono le problematiche che più assillano i giovani oggi in azienda?

«Sicuramente - spiega fezzi - gli aspetti burocratici sono sempre più pesanti. Ad esempio nel comparto zootecnico dobbiamo tener conto di un mare di parametri, mentre nel comparto frutticolo il rispetto dei protocolli è sempre più impegnativo, per non parlare del comparto uva che è sottoposto a molte regole europee. 

Altro problema è quello del credito, accedere ai finanziamenti per gli investimenti, è sempre più costoso, con il risultato che molti giovani rinunciano agli investimenti per la mancanza di risorse.

Anche le risorse messe a disposizione dai numerosi bandi della Provincia, per i vari interventi a sostegno dell’agricoltura, non sempre vengono tutte utilizzate, perché il giovane non è in grado di mettere la quota rimanente.

In ultimo non dobbiamo dimenticare che il contadino trentino per sua natura è “molto prudente” negli investimenti.

Questo, anche come conseguenza della situazione geopolitica venutasi a creare particolarmente negli ultimi anni. Pensiamo al Medio Oriente, mercato molto interessante per le nostre mele in tempi normali». 

E l’assistenza tecnica alle aziende com’è oggi?

«Ottima per le sue aree di competenza quella fornita dalla Federazione provinciale allevatori, mentre quella fornita agli allevatori dalla Fem potrebbe essere migliore. I tecnici che abbiamo a disposizione sono bravissimi, ma sono pochi. Meglio vanno le cose nel comparto viti-frutticolo grazie al ruolo che stanno svolgendo le cooperative». 

Quali altre difficoltà vive il comparto?

«Oltre ai problemi già accennati c’è anche quello dell’impazzimento del clima con le conseguenze particolarmente pesanti, ad esempio hanno causato una siccità nei nostri prati che compromette la produzione di foraggi.

Mentre i frutteti ed i vigneti sono quasi tutti irrigati, è impossibile irrigare i tanti ettari di prati. C’è poi il problema dei grandi carnivori particolarmente pesante per le malghe della valle di Sole. Le tante denunce fatte da Coldiretti non hanno sortito fino ad ora i risultati sperati, per cui rinnoviamo il nostro appello all’ente pubblico». 

Qual ruolo per la cooperazione agricola vedono oggi e ancor più domani i giovani? 

«Il ruolo della cooperazione è fondamentale, un’agricoltura di montagna fatta da tante piccole aziende non avrebbe futuro senza un supporto, ad esempio cosa farebbero gli allevatori del loro latte senza i caseifici cooperativi?

Certo, ci vuole impegno, mio papà è stato presidente del caseificio sociale Pressanella per molti anni». 

In conclusione, signor Fezzi, quale futuro vede per i giovani in agricoltura, in Trentino?

«Premesso che i giovani non sono solo il futuro ma anche il presente, la speranza è l’ultima a morire, come recita un vecchio detto: speriamo nella pace, particolarmente in Medio Oriente. Ma sono molto preoccupato per gli estremi metereologici ai quali assistiamo che non ci danno grandi speranze».













Ambiente&Percorsi

L'EVENTO

Coesistenza Festival, sul Bondone per riflessioni sulla natura e noi

Campo base alle ex caserme austroungariche delle Viote e molti eventi al Giardino botanico alpino, per la quinta edizione, in programma dal 4 al 6 settembre. Previsti dialoghi, documentari, esperienze sul campo, escursioni, albe selvatiche, tramonti musicali

Aggiungi Giornaletrentino.it tra le fonti preferite del tuo account Google

CINEMA

«La ragazza con la Leica»: storia della prima fotoreporter uccisa sul campo di battaglia

Alina Marazzi presenta in gara alla Mostra di Venezia un film, liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Helena Janeczek, sulla vicenda della tedesca Gerda Taro, travolta da un carro armato a soli 26 anni, nel 1937 a Brunete, mentre stava realizzando una nuova testimonianza sulla Guerra civile spagnola, dopo quella fatta insieme al compagno Robert Capa, considerato fra l'altro l'autore nel 1936 della celebre foto «Il miliziano colpito a morte»


FRANCESCA PIERLEONI
LA GUIDA

Percorsi in alta val Camonica con «Uno zaino di pensieri ri-belli»

Nonna e nipote portano in libreria una proposta di sette giri fra scoperta, riflessione e condivisione tra generazioni, attraverso il Parco nazionale dello Stelvio e il Parco regionale dell'Adamello (Brescia), nei comuni di Vione, Temù e Ponte di Legno, non lontano dal confine con il Trentino

Primo piano

LA STORIA

Cavedine, Giovanni Cattoni: una vita di lavoro, volontariato e sport

Nei giorni scorsi ha festeggiato gli 89 anni con i tre figli e i sei nipoti. Una figura poliedrica: prima di diventare imprenditore agricolo ha fatto a lungo il macellaio proseguendo il mestiere del padre. Impegnato nelle associazioni contadine, appassionato di sci, arrampicata, corsa e bici, è ancora attivo anche nel coro parrocchiale

Roberto Zendri: una vita fra zootecnia e impegno sociale
Goffredo Cofler: pagine di storia dell'agricoltura trentina


CARLO BRIDI