LA STORIA

Malè, Daniel Benedetti: la passione per zootecnia, frutticoltura e bosco

Nella frazione Magras, il 24enne è già titolare di un'azienda agricola, affiancata a quella di famiglia: la produzione di latte e di mele sono il cuore dell'attività, ma il giovane contadino vorrebbe aggiungere in futuro anche il lavoro forestale e lo sgombero neve

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CARLO BRIDI


La storia del giovane di questa settimana viene dal piccolo paese di Magras, una frazione di Malè, all’imbocco della valle di Rabbi. 

È quella di Daniel Benedetti, 24 anni, che dopo aver frequentato le scuole di avviamento professionale agrario presso l'Istituto agrario di San Michele all'Adige, ha aperto  con molto coraggio un'azienda agricola affiancata a quella dei suoi genitori. In particolare con il papà Lorenzo peraltro collabora a pieno titolo. 

Daniel ha deciso di fare l'imprenditore agricolo perché ha una passione per questa professione fin da bambino: suo padre lo prendeva sempre con sé quando lavorava nella stalla o in campagna. Così è diventato allevatore e contadino. 

La madre Paola, lavora alla rsa di Malé, ma interviene spesso in azienda, cioè appena può.  Il fratello Davide è invece collaboratore aziendale, mentre la sorella minore Silvia, sta ancora frequentando le scuole superiori in agraria presso l'Istituto. 

Il parco macchine aziendale è composto di cinque trattrici agricole, un sollevatore telescopico, attrezzatura da fienagione e per la cura e la gestione dei meleti. Le bovine sono alimentate in stalla con carro unifeed (piatto unico).

L’azienda pratica l'alpeggio da metà giugno al 23 settembre, con oltre il 70% delle bovine. La malga dove vengono monticati sia il giovane bestiame che le vacche da latte è Villar, in alta Val di Rabbi, storicamente di uso civico del paese.

Al nostro giovane piace partecipare alla mostra bovina di San Matteo a Malé; storica fiera della val di Sole. 

Benedetti, ha chiesto e ottenuto il premio di primo insediamento quattro anni fa; con questo denaro ho potuto ampliare il parco macchine aggiungendo circa 30.000 euro di tasca propria. 

«La nostra azienda - precisa Daniel - ha un indirizzo produttivo misto: frutticolo-zootecnico.

Lavoriamo 8 ettari di meleti, 30 ettari di prati stabili dai quali ricaviamo il foraggio per allevare una mandria di 67 bovine (43 da latte e le restanti di rimonta interna).

Le nostre bovine sono principalmente di razza Bruna, con qualche Frisona e Grigio alpina. La produzione media delle vacche si aggira attorno ai 30 kg per capo/giorno, con 85 q/lattazione. Coltiviamo 6 varietà di mele, principalmente Golden Delicious». 

Avete dei ruoli definiti nell'organizzazioner aziendale?

«Tutti noi collaboriamo assieme: nessuno ha un ruolo ben definito, tutti siamo in grado di svolgere anche le mansioni degli altri. Tutti utili allo scopo, ma nessuno è indispensabile. Ciò rende la nostra azienda "indipendente" dai singoli componenti della famiglia, e allo stesso tempo rende tutti noi autonomi e flessibili nella gestione anche, eventualmente, del poco tempo libero che ci rimane». 

Quali progetti in vista?

«Per il breve termine, di costruire un deposito attrezzi, per fare in modo che tutte le nostre attrezzature siano al riparo e non vengano sciupate dalle intemperie, visto quello che costano». 

E quale sogno nel cassetto? 

«Mi piacerebbe aggiungere l'attività boschiva-forestale, perché sono un grande appassionato di meccanizzazione agricola e forestale... mi piacciono le motoseghe insomma!

Mi piacerebbe anche affiancare come attività connessa alla mia azienda l'attività di sgombero neve, sperando nevichi ancora anche nei prossimi anni». 

Non si è mai pentito della scelta agricola?

«No. Certo, ci vuole tanta passione, tenacia e determinazione per intraprendere l'attività agricola, zootecnica in particolare, visti i sacrifici che comporta. Non c'è sabato, domenica, Natale o Pasqua che tengano: tutti i giorni gli animali vanno accuditi, tutti i giorni bisogna esserci.

Dobbiamo mettere in conto anche le problematiche di ordine climatico-ambientale che rischiano di mettere in ulteriore difficoltà il settore zootecnico.

Siccità e presenza di grandi carnivori rischiano di far sparire gli alpeggi, aumentano fortemente i costi di produzione del nostro latte (già piuttosto onerosi) e rischiano di ridurre l'autosufficienza foraggera delle aziende». 

Come commercializzate i prodotti?

Per quanto riguarda la vendita sia del latte che delle mele, siamo cooperatori e da sempre abbiamo creduto nella cooperazione: senza caseificio sociale o magazzino l'agricoltura da noi sarebbe una guerra tra poveri.

Conferiamo il nostro latte al Caseificio comprensoriale Cercen (che raccoglie il latte della bassa val di Sole e della val di Rabbi), mentre le nostre mele sono conferite al locale magazzino frutticolo, la Cofsac (Consorzio frutticoltori Santa Apollonia Caldes), a sua volta consociato con Melinda. In questo momento, i prezzi liquidati a noi soci sono abbastanza soddisfacenti». 

Daniel, è impegnato nel consiglio di amministrazione del caseificio sociale, nel direttivo dell'Unione allevatori Val di Sole e anche nel consiglio del Consorzio irriguo locale. 

Nel poco tempo libero si dedica alle sue più grandi passioni: esbosco, taglio e trasporto legname e musica.

Suona la fisarmonica, anche in compagnia di amici, e canta da tenore e baritono nel coro Sasso Rosso di Malé. 

Sul fronte delle amicizie, Benedetti è fortunato: i suoi amici lo hanno sempre supportato nelle sue scelte e lo aiutano nel momento del bisogno, così come lui fa con loro. «Questo è il vero spirito mutualistico e cooperativo di noi gente semplice di montagna», afferma. 

Nel suo paese ci sono parecchi giovani che si occupano di agricoltura e allevamento e particolarmente ci sono tante ragazze giovani, appassionate e che si sono messe in gioco e impegnate in questo lavoro duro ma che dà tanta, tanta soddisfazione.













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FRANCESCA PIERLEONI
LA GUIDA

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CARLO BRIDI