Agricoltura

La storia: dall’attività nel campo cinematografico, alla regia della sua cantina di vignaiolo

Medaglia d’oro e d’argento al primo concorso delle città del vino al quale ha partecipato: parliamo di  Mauro Merlino


Carlo Bridi


ALDENO. Capita spesso di trovare delle sorprese quando incontriamo i nostri giovani del mondo agricolo per farci raccontare le loro storie di vita e professionali. Ma non ci è mai capitato di incontrare un giovane che ha frequentato a Verona l’Accademia delle Belle Arti e subito dopo è entrato nel settore cinematografico all’interno del quale ha lavorato per 12 anni. Durante questo periodo ha conosciuto e quindi sposato una ragazza di Aldeno che poi ha sposato.

Parliamo di Mauro Merlino, 38 anni residente ora nel paese della moglie Aurora. Una serie di concause lo hanno portato a cambiare professione: innanzi tutto la passione per la natura in generale e poi perché ha sempre avuto una grande passione per il buon cibo ed il buon vino.


Non a caso Mauro, nel 2018 è entrato nell’azienda vitivinicola del suocero Diego Beozzo, all’interno della quale ha imparato l’arte del viticoltore, ma ancor più quella della trasformazione in vini eccellenti delle proprie uve.


Nel 2022 ha fatto la scelta definitiva di vignaiolo, aprendo la propria partita IVA e diventando titolare d’azienda. La cosa è stata possibile perché il suocero aveva raggiunto l’età di pensionamento e così ha potuto farmi la cessione d’azienda. Visto la sua formazione professionale mille miglia lontana da quella dell’imprenditore agricolo, ha scelto di frequentare l’ottimo corso delle 600 ore organizzato dalla FEM per aspiranti imprenditori agricoli. Un corso, che ha da poco finito, e che definisce interessante, ben strutturato che da una formazione agricola a 360 gradi.

Questo le ha dato la possibilità di chiedere il premio d’insediamento in azienda come titolare ed ora è in attesa della concessione dell’anticipo che dovrebbe arrivare a breve. Con queste risorse punta ad acquistare un atomizzatore con gli augelli anti-deriva ed un trattore cingolato per lavorare i vigneti su terreni scoscesi che l’azienda possiede a Cimone e Covelo.


L’organizzazione aziendale.


L’azienda è divisa in molti appezzamenti collocati in ben quattro comuni diversi: da Aldeno a Cimone, all’alta Vallagarina, tutti appezzamenti con terreni diversi che permettono pertanto di piantare in ogni terreno il vitigno più vocato al fine di ottenere in massimo sul fronte della qualità. Ma non solo anche perché essendo la nostra una zona grandinigena avendo terreni in diversi comuni si riesce a salvarsi dalla grandine o da una parte o dall’altra.


L’80% dei terreni è coltivato a viti, il resto ad altre colture: asparagi, che quest’anno sono andati bene, ciliegi che purtroppo non sono coperti con rete anti insetto e di conseguenza sono stati aggrediti dalla Drosophila suzukii, al punto di perdere tutta la produzione. Per fortuna commenta Mauro, la produzione non era molta. Ora abbiamo due mesi delicati: giugno e luglio, speriamo che la grandine stia lontana.


Fra i progetti futuri per Merlino, la priorità va al consolidamento dell’azienda aumentando il numero di bottiglie di vino prodotto che attualmente sono 9 mila. Il suo obiettivo è quello di raggiungere a breve le 20 mila bottiglie. Ma non, solo in fase di invecchiamento c’è anche il primo Trentodoc dell’azienda. E la qualità? Sono molto orgoglioso della qualità dei miei vini, prosegue il vignaiolo. Fino a poco tempo fa ci dicevamo fra noi che la qualità era molto buona, ma non avevo nessun parametro di confronto. Poi quest’anno ho deciso di partecipare al concorso nazionale del vino indetto da “Città del Vino”, dove con grande sorpresa ho preso una medaglia d’oro per il mio vino Merlot e una medaglia d’argento per un vino rosato a base di Lagrein. Devo essere grato al suocero Beozzo, per avermi fatto apprendere molto bene l’arte della trasformazione delle mie uve in ottimi vini. Certo, sottolinea Merlino, fondamentale è partire dall’uva che deve essere ottima e prodotta nelle zone vocate, cosa che ho fatto con cura maniacale.


Le vendite vengono fatte in parte in azienda ed in parte ai ristoranti di alta qualità e di squisita sensibilità ambientale. Morlino è socio del consorzio vignaioli del Trentino.


E’ impegnato anche nello sport come allenatore di fottball americano. Egli amici cosa dicono della scelta? Che ho avuto coraggio, ed hanno apprezzato. C’è ancora un sogno nel cassetto? Certo, afferma Merlino, quello di diventare una cantina famigliare di riferimento per la qualità del Trentino con l’identità di vignaiolo assicurando il costante collegamento con il nostro territorio. “Dopo, sette anni di impegno nel settore, dei quali presto 4 come titolare d’azienda, non sono affatto pentito della scelta, è vero che è dura ma si hanno tante soddisfazioni”. Ed il suo rapporto con l’ambiente? Di grande rispetto, pratica il sovescio, per mantenere fertile il terreno senza l’uso di concimi chimici, uso solo prodotti emendanti e coadiuvanti per la difesa delle piante, con lavorazione dei terreni ridotta ai minimi. Ma vista questa sensibilità perché non ha pensato al biologico? Vedo molto positivamente il biologico, afferma, ma sto ancora studiando l’approccio. E’ padre di due gemelle avute dalla moglie Aurora.













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