LA STORIA

Civezzano, Nicola Leonardi: «Da sempre affascinato dal mondo agricolo»

Il giovane imprenditore fruttiviticolo ha frequentato l’Istituto agrario di San Michele, ora in alta Valsugana è titolare della sua azienda e coadiuvante in quella di suo padre. «Certo nel settore non mancano le problematiche: bisogna essere dinamici, innovativi e allo stesso tempo razionali»

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CARLO BRIDI


La storia del giovane protagonista di questa settimana viene da Civezzano ed è quella di un giovane imprenditore agricolo fruttiviticolo. Parliamo di Nicola Leonardi, di 27 anni, che si è inserito in azienda dopo aver frequentato la scuola professionale dell’Istituto agrario di San Michele conseguendo la qualifica di tecnico imprenditore agricolo.

Allora Leonardi, presenterà la domanda per il premio d’insediamento e gli chiediamo cosa intende fare con i 40 mila euro.

E Nicola ha idee molto chiare: il suo obiettivo è quello di ampliare la superficie aziendale introducendo anche un impianto di piccoli frutti. 

Siamo di fronte ad un giovane che è partito dal nulla ed ha costruito un’azienda nuova. Ora è titolare della sua azienda ma è ancora anche coadiuvante nell’azienda di suo padre già da 4 anni.

Chiediamo a questo punto a Nicola perché ha fatto la scelta di diventare imprenditore agricolo, un lavoro molto impegnativo con i tempi che corrono, con i costi di produzione sempre più alti e problemi nei rapporti con l’ambiente sempre più difficili. 

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«È perchè mi ha sempre affascinato il mondo agricolo, tutte queste problematiche ci sono, infatti bisogna essere dinamici, innovativi, ma nello stesso tempo razionali.

L’azienda di famiglia nella quale sono coadiuvante, è estesa su 10 ettari , 50% in affitto e 50% proprietà. Si tratta di un’azienda mista: assieme alla frutti-viticoltura coltiviamo mirtillo e ribes.

Anche il reddito è molto diversificato da una coltura all’altra, la resa media ad ettaro più alta viene dai piccoli frutti, ma anche i costi di produzione di queste colture sono molto alti, visto che il mirtillo viene coltivato fuori suolo, in vaso».

Per quanto riguarda la vendita, i suoi prodotti vanno tutti alle strutture cooperative; l’uva da vino va alla cantina sociale, ed alcune varietà sono state scelte da Cavit per dei progetti di qualità.

«I piccoli frutti - dice - vengono conferiti tutti alla cooperativa Sant’Orsola della quale siamo soddisfatti, per ora per la capacità di valorizzazione dei prodotti». 

A questo punto chiediamo a Nicola, quali sono i suoi progetti futuri visto che è ancora molto giovane.

«Due - risponde - gli obiettivi principali che mi sono posto: completare la mia impresa dal punto di vista della superficie e impegnarmi a produrre sia quantitativamente che qualitativamente al meglio nell’azienda che oggi è ancora intestata a mio padre».

 

Ma è pentito della scelta fatta oltre dieci anni orsono?

«Non della scelta - risponde - ma ho un pò di rimpianto di non essere andato all’estero per un periodo appena finiti gli studi all’Istituto aAgrario di San Michele». 

Lei è giovane e sa che per il futuro saranno sempre più importanti i suoi rapporti con l’ambiente, come intende porsi di fronte a questo problema?

«Si cerca sempre di fare meglio che si può, ad esempio da più di tre anni sui piccoli frutti per la difesa dagli afidi e dagli acari, effettuiamo il lancio degli  insetti utili eliminando così i trattamenti insetticidi».

Come mai dopo aver condotto la sua azienda con il metodo biologico avete deciso di abbandonare questa tecnica? 

«Siamo stati biologici per oltre 10 anni, ormai è il secondo anno che siamo ritornati al metodo integrato. Il metodo biologico funziona sul piano teorico, ma purtroppo ora come ora è tutta un’illusione: più trattamenti di conseguenza più inquinamento e consumo di gasolio, prezzo finale del conferito meno del 5% in più rispetto all’integrato e alla fine dell’anno bisogna tirare le somme».

Leonardi ha anche un impegno importante nel sociale, è componente del corpo vigili del fuoco volontari di Civezzano.

Da buon montanaro coltiva anche degli hobby, l’arrampicata durante l’estate e lo sci l’inverno.

I suoi amici lo seguono con attenzione: «A Civezzano - racconta - vi sono altri quattro giovani imprenditori agricoli e fra di noi ci confrontiamo molto, se c’è la possibilità ci aiutiamo con l'attrezzatura e con lo scambio di manodopera».













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