Campodenno, Filippo Maines: nel meleto fra tecnologia e progetti
In val di Non, nella frazione Dercolo, il 32enne racconta come è arrivato all'agricoltura dopo il diploma superiore, un periodo in Nuova Zelanda e il percorso da cuoco alla scuola di alta formazione di Tione. Nella sua azienda: «In futuro vorrei diversificare, con piccoli frutti e ciliegie, e creare una struttura ricettiva»
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La storia del giovane di questa settimana viene dalla bassa Val di Non e precisamente da una delle frazioni più piccole di Campodenno, Dercolo: è quella di un giovane, i cui genitori hanno ambedue un’occupazione in settori diversi dall’agricoltura.
Il papà ha iniziato a coltivare i campi solo dopo il pensionamento, in quanto era occupato in un’azienda che lavora nel settore del vetro, ed ha iniziato a coltivare i campi come passatempo. mentre la mamma che ha 71 anni, fa ancora la parrucchiera con un piccolo negozio in paese.
Parliamo di Filippo Maines di 32 anni, residente a Dercolo.
«Dal papà - afferma - ho appreso la passione per la terra. Ho due fratelli Cristian e Massimo, che devo assolutamente ringraziare e sarò sempre grato perché grazie a loro e hai miei genitori ho avuto la possibilità di poter creare un’azienda tutta mia.
Dopo il diploma della scuola superiore e 7 mesi in Nuova Zelanda, ho intrapreso il percorso per diventare cuoco all’alta formazione di Tione.
Durante il percorso ho avuto la possibilità di lavorare in alcuni ristoranti molto importanti in Italia e in altri paesi europei. Questi due anni mi hanno formato come persona e come lavoratore. Questo percorso mi ha insegnato anche l’importanza dell’etica del lavoro: ordine pulizia e gestione, sia del lavoro che nei rapporti con i colleghi».
Dopo questi due anni difficili ma molto proficui, ha deciso di intraprendere la professione dell’imprenditore agricolo, passione che si è evoluta nel tempo e che interpreta appieno la citazione di Confucio “fai della tua passione il tuo lavoro e non lavorerai neanche un giorno”.
Filippo ha aperto partita Iva nel 2020 con circa 1,5 ettari di campagna, terreno che era di proprietà di suo fratello: ora ne lavora nove, la maggior parte in affitto.
Siamo davanti a un’azienda mono colturale: Maines coltiva solo mele, le varietà messe a dimora sono per il 30% golden delicious, 30% varietà club (gradisca tessa kizuri) e il restante varietà classiche fujj, stark delicious renetta canada e gala.
Per il prossimo futuro punta alla diversificazione colturale, mettendo a dimora piccoli frutti e ciliegie.
«Certo, per il futuro vedo molti problemi, sicuramente l’aumento dei costi di produzione in questi anni è stato molto forte. Ma c’è un’altra voce che incide molto nel bilancio: in montagna alcune operazioni rimangono manuali o semi manuali».
Ma la speranza di Filippo è che le tecnologie future possano aiutare a meccanizzare le lavorazioni, per esempio con i droni per i trattamenti e la raccolta, così da poter aumentare le dimensioni aziendali e massimizzare i margini abbassando i costi anche in visone di una diminuzione costante di agricoltori.
«Vedo una opportunità nelle bonifiche agrarie - aggiunge - che potranno portare beneficio a tutto ciò, sia dal punto di vista ambientale con la gestione del rischio idrico drenaggi e terrazzamenti per il mantenimento del suolo in pendenza, sia dal punto di vista aziendale per rendere “trattorabili e meccanizzabili" appezzamenti in zone ripide».
Dal suo punto di vista, Melinda e tutto il sistema cooperativo trentino sono un valore aggiunto per il mondo agricolo e non solo.
Nella sua azienda la voce a bilancio che pesa di più è l’alternanza nella produzione: «Su questo sto concentrando il mio massimo impegno con il rinnovo di appezzamenti vecchi e poco produttivi, trasformandoli con un maggior numero di piante per ettaro che garantiscono più resa.
Spero in questo modo, nel prossimo futuro di poter creare un’azienda diversificata e che si possa ricollegare agli studi che ho fatto e poter realizzare anche una struttura ricettiva».
Nel comune di Campodenno, sottolinea, i giovani agricoltori sono ancora parecchi: «Fra di noi abbiamo una buona intesa».
Filippo è membro del consiglio direttivo della Safa, una società di alto valore strategico, creata dai produttori di Campodenno con l’obiettivo di concentrare gli acquisti in forma associata di tutto quanto serve in azienda, dai concimi ai fitofarmaci, dai pali di sostegno al filo di ferro, in modo da avere un maggiore potere contrattuale e contenere i prezzi.