Calceranica, Giacomo Bridi: al lavoro fra galline ornamentali e ovaiole
Il giovane di 24 anni è impegnato in un’azienda familiare e ha frequentato il corso delle 600 ore della Fem per ottenere il brevetto professionale agricolo. «L'allevamento è un’attività molto impegnativa ma mi piace davvero, perché dà molta soddisfazione»
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La storia di questa settimana viene da Calceranica ed è quella del giovane Giacomo Bridi, 24 anni, impegnato in un’azienda familiare particolare.
Si dedica infatti principalmente all’allevamento di diverse razze di galline ornamentali, allevate in purezza, tra cui Moroseta, Faverolles, Brahma, Cocincina nana e gigante, Olandese ciuffata e Padovana nana.
«Queste - ricorda Giacomo - sono le principali razze ornamentali che alleviamo. Anche loro producono uova, ma in quantità decisamente inferiori rispetto alle galline ovaiole classiche che pure alleviamo.
Queste ultime sono principalmente ibridi selezionati per avere una maggiore produzione di uova, come Livornese, ISA Brown, Olive Egg e Grünleger, oltre ad altre razze».
Giacomo ha frequentato l’istituto Ivo de Carneri di Civezzano, nella sezione di biotecnologie sanitarie. Successivamente ha deciso di frequentare il corso delle 600 ore per ottenere il brevetto professionale agricolo, organizzato dalla Fem.
«Il corso è stato molto interessante, anche se abbastanza impegnativo», spiega.
Gli ha permesso di acquisire conoscenze che ritiene utili per poter gestire in futuro l’azienda in maniera più consapevole.
Il modulo di contabilità agricola è stato uno di quelli che ha apprezzato maggiormente durante il corso del Bpia, perché gli ha permesso di conoscere più da vicino l’aspetto economico e gestionale dell’azienda agricola.
Ha trovato particolarmente interessante capire come vengono gestite le entrate e le uscite, i costi di produzione e, più in generale, come le decisioni economiche possano influenzare l’andamento e la sostenibilità di un’azienda agricola.
«Al momento - precisa - non ho presentato la domanda per il premio di primo insediamento, perché non ho ancora aperto la partita Iva. È comunque un’opportunità che mi interessa molto e che vorri poi utilizzare per sviluppare ulteriormente l’azienda».
In particolare, spiega, vorrebbe destinare i 40.000 euro del premio alla realizzazione di una nuova sala di controllo per la vendita delle uova, «in modo da migliorare e rendere più efficiente questa parte della nostra attività».
Attualmente Giacomo è coadiuvante, perché al momento lavora anche da Latte Trento. In futuro, però, il suo obiettivo è entrare come titolare dell’azienda insieme al fratello.
L’azienda è familiare e Giacomo vi è sempre stato coinvolto: aiuta fin da quando era molto piccolo. Per lui, quindi, non è soltanto un’attività lavorativa, ma è qualcosa che fa parte della sua storia e della sua famiglia.
«L’idea per il futuro è continuare questa professione, affiancando il lavoro che faccio attualmente a un coinvolgimento sempre maggiore nell’azienda.
Ho scelto di allevare galline ovaiole e ornamentali perché è un’attività che mi piace e che dà molta soddisfazione, ma richiede tanto impegno e una presenza costante», dice.
Gli animali hanno bisogno di cure ogni giorno, senza pause, e questo comporta sicuramente responsabilità e sacrifici: «Però è un lavoro che mi piace e che faccio con passione».
Il numero di animali allevati varia in base al periodo e al tipo di allevamento.
«Per quanto riguarda le galline ornamentali, alleviamo diverse razze e arriviamo a produrne circa 1.500 all’anno.
Per le galline ovaiole, invece, ne manteniamo stabilmente circa 350 per la produzione e la vendita delle uova. Oltre a queste, durante l’anno riusciamo a vendere circa 4.000 galline ovaiole, quindi il numero complessivo varia molto in base ai cicli di allevamento e alla richiesta», spiega ancora.
Le galline iniziano generalmente a produrre uova intorno al sesto mese di vita. A seconda del tipo di allevamento e della gestione, possono continuare la produzione anche fino ai 3-4 anni di età, anche se naturalmente la quantità di uova tende a diminuire con il passare del tempo.
«Una gallina ovaiola - prosegue Giacomo - può arrivare a produrre anche circa 350 uova all’anno. La produzione, però, può variare durante l’anno e dipende da diversi fattori, tra cui l’alimentazione, la gestione dell’allevamento e soprattutto le condizioni climatiche.
Ad esempio, con l’aumento delle temperature estive la produzione può diminuire, perché il caldo rappresenta uno stress per gli animali e può influire sulla deposizione.
Cerchiamo comunque di avere animali di età massima di circa un anno, in modo che mantengano un valore commerciale pressoché inalterato, evitando anche l’oneroso smaltimento degli animali a fine ciclo.
Facciamo principalmente vendita diretta ai privati presso la nostra azienda e svolgiamo anche alcune consegne nel raggio di circa 10 chilometri dal nostro allevamento».
Per il futuro Giacomo, vorrebbe ampliare l’allevamento e aumentare la vendita delle uova, cercando di far crescere sempre di più questa parte dell’attività.
«Un altro obiettivo - ricorda - è far conoscere la nostra azienda a più persone possibili, i nostri prodotti, il nostro lavoro e la passione che mettiamo ogni giorno nell’attività».
Quanto agli hobby, risponde: «Mi piace molto viaggiare e, in particolare, mi piacerebbe tanto visitare il Giappone, che è un Paese che mi affascina molto.
Allo stesso tempo, so che non è sempre facile, perché avere un allevamento significa avere delle responsabilità quotidiane e non ci si può semplicemente assentare per diversi giorni o settimane.
Ripensandoci oggi e con il percorso che sto facendo in azienda, probabilmente sarebbe stato molto più utile per me frequentare l’Istituto Agrario di San Michele.
Avrei avuto una formazione più specifica e sicuramente più collegata all’attività agricola e all’allevamento che sto portando avanti oggi.
Allo stesso tempo, però, non considero completamente sbagliata la scelta che ho fatto, perché ogni esperienza mi ha comunque lasciato qualcosa».
Sul rapporto con l'attività aziendale spiega: «Per ora sono abbastanza soddisfatto del mio lavoro, soprattutto perché negli anni siamo riusciti a creare una clientela fidata, che conosce i nostri animali e i nostri prodotti e continua a sceglierci.
Per me la cosa più importante è riuscire a fare un lavoro che mi piace e che mi dà soddisfazione, ma allo stesso tempo avere un’attività che ci permetta di sostenere e salvaguardare le finanze della mia famiglia».
Per il resto, risponde alle nostre domande, «al momento non ho particolari impegni nel sociale, perché gran parte del mio tempo è dedicato al lavoro e all’azienda.
Mi piace comunque essere presente nel territorio e, attraverso l’attività agricola e la fattoria didattica, cercare di far conoscere alle persone il nostro lavoro e il mondo dell’agricoltura.
Fino a qualche anno fa giocavo a rugby nel Trento ed era una delle mie passioni principali. Mi piaceva molto sia lo sport in sé sia tutto quello che comportava stare in squadra e condividere momenti con gli altri.
Purtroppo, da qualche anno ho smesso perché, lavorando e dovendo dedicare molto tempo all’azienda, non riesco più a trovare il tempo necessario per andare agli allenamenti e alle partite».
E che dicono gli amici della scelta agricola? «I miei amici rispettano la mia scelta e capiscono quanto ci tengo all’azienda e al lavoro che faccio.
Anzi, alcune volte mi danno anche una mano concretamente: mi aiutano a pulire i capannoni e a dare da mangiare e da bere agli animali.
Per me è una cosa molto importante, perché significa che, anche se non fanno questo lavoro tutti i giorni, condividono la mia scelta e quando possono mi aiutano volentieri.
A Calceranica non ci sono altri giovani della mia età che portano avanti un’attività agricola. Ci sono comunque altre aziende agricole, ma sono gestite principalmente da persone più anziane».
Giacomo ha la ragazza che gli dà una grandissima mano nella gestione dell’azienda.
«Da qualche anno che collaboriamo anche nell’apicoltura: abbiamo acquistato una decina di arnie di api e ci occupiamo insieme anche di questa attività.
In generale mi aiuta molto nel lavoro quotidiano e, proprio perché le piace questo mondo, ha frequentato anche lei il corso, così da poter acquisire le conoscenze necessarie e magari, in futuro, riuscire a darmi una mano ancora di più nella gestione dell’azienda».