LA STORIA

Alberto Nadalini, dentista e contadino: l’agricoltura una scelta culturale

Ravina, intervista con il noto professionista trentino che coltiva anche la passione per la terra: «Facciamo qualcosa di concreto anche per venire incontro ai cambiamenti climatici». Nella tenuta di Villa Sizzo, un agriturismo, quasi 300 piante di limoni, ulivi che hanno già dato il primo olio a km zero e un vigneto di Gewürztraminer dal quale nascerà il vino «Raviner»

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CARLO BRIDI


C’è voluta la ridicola comunicazione dell’Inps, con la richiesta di pagamento di un debito di un centesimo, di euro per scoprire che anche il più giovane dei fratelli dentisti Nadalini, Alberto, a Ravina di Trento, ha la passione per l’agricoltura, affermato dentista, come Danilo che in valle di Cembra ha realizzato una bellissima iniziativa.

Si è iscritto all’albo degli imprenditori agricoli come part-time. Nella sua tenuta a Ravina intorno a Villa Sizzo, trasformata in un raffinato agriturismo, un edificio risalente al XVI secolo, ha realizzato una bellissima coltivazione di limoni, ristrutturando una vecchia serra, all’interno della quale coltiva quasi 300 piante di limoni.

Ma, sfruttando le modificazioni climatiche, coltiva anche ulivi delle varietà Leccino e Casaliva, due varietà resistente ai pochi freddi invernali. Lo scorso anno ha prodotto le prime olive, ricorrendo poi ad un frantoio di Riva del Garda per la spremitura.

Ha così realizzato il primo olio di oliva extra vergine di Ravina a km zero. Un olio, afferma Alberto, «di ottima qualità con le caratteristiche tipiche dell’olio dell’Alto Garda. La resa delle olive in olio è ottima: si arriva fino al 16-17% di resa, ed è molto apprezzato anche dai nostri ospiti».

Ma in giro a Vella Sizzo, Alberto Nadalini ha realizzato anche un vigneto della varietà Gewürztraminer, della superficie di un ettaro e mezzo. Su questo vigneto produce solamente 60 quintali di uva, con una produzione di 40 quintali ad ettaro. Una produzione così bassa se la può permettere solo chi svolge l’agricoltura come secondo lavoro.

Ma perché questa scelta così drastica?

Il mio obiettivo - risponde - è puntare esclusivamente sull’alta qualità, cosa che si può fare solamente con una produzione molto ridotta ad ettaro.

Con la vendemmia dello scorso anno per la prima volta stiamo producendo le prime bottiglie, che in omaggio a Ravina, intendo chiamare: “Raviner”. Sarà un altro prodotto a km zero».

La moglie, Anya, tedesca gestisce il locale agrituristico, dotato di sette stanze da letto: la famiglia Nadalini, punta anche in questo caso sull’alta qualità.

«Sono un totale di una quindicina di posti letto - spiega - e mia moglie assicura anche un’ottima prima colazione, fatta con i nostri prodotti. Cosa, questa, molto apprezzata dai nostri clienti, particolarmente da quelli dei Paesi nordici che arrivano in autunno.

Ma lavoriamo tutto l’anno - precisa i dentista-agricoltore - e negli altri mesi la nostra clientela è composta da italiani, che sfruttano anche la vicinanza con la città».

Ma come mai la passione per l’agricoltura?

«Grazie a mia madre vivo l’agricoltura come un aspetto culturale: io sto facendo qualcosa di concreto bandendo le chiacchere e passando dalle parole ai fatti, per venire incontro ai cambiamenti climatici», conclude il dentista con due grandi passioni: odontoiatria e agricoltura.













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