APPUNTAMENTI

Riva, con il museo alla scoperta del Rione Degasperi

Domenica 26 aprile, nuova proposta del ciclo “Museo nella città” del Mag: Ivana Franceschi, autrice del volume “Il Rione Degasperi a Riva del Garda”, accompagnerà i visitatori tra le vie del quartiere illustrando i passi di una storia che ha trasformato la periferia in un centro pulsante di attività e comunità



Domenica 26 aprile, alle 10.30, nuovo appuntamento del ciclo “Museo nella città”, proposto dal Mag: Ivana Franceschi, autrice del volume “Il Rione Degasperi a Riva del Garda”, accompagnerà i visitatori tra le vie del quartiere Rione Degasperi illustrando i passi di una storia che ha saputo trasformare la periferia in un centro pulsante di attività e comunità.

In questa passeggiata, spiega il museo rivano, agli elementi storici saranno mescolati quelli sociali alla scoperta di un’identità collettiva che rende i quartieri poli vitali per tutta la città, spostando gli equilibri della vita vissuta e creando una costellazione di nuovi centri che arricchisce il tessuto urbano di Riva del Garda.

Dopo un buffet a cura dell’associazione Luogo Comune, il percorso terminerà alle 16 nella sede del Museo dove si potranno ammirare le foto della mostra Baricentri. Identità urbane dei quartieri 2 Giugno e Degasper,i in compagnia degli autori di Fotogramma, associazione che ha seguito il progetto, e di Luca Chistè curatore dell’esposizione.

L’attività è gratuita e aperta a tutti.

Il prossimo appuntamento con la rassegna Museo nella città proporrà una visita al Rione 2 Giugno, in continuità con questo percorso alla scoperta dei rioni rivani.

«Il rione Degasperi - scrive il Mag -  prende forma tra gli anni Cinquanta e Sessanta nel quadro dell’edilizia pubblica del dopoguerra, legata alle case INA-Casa e alla stagione della ricostruzione. Il progetto urbanistico, sia per Rione Degasperi sia per Rione 2 Giugno, nasce con un’idea precisa: costruire non soltanto alloggi, ma porzioni di città dotate di servizi, spazi verdi, infrastrutture collettive e possibilità di vita comunitaria. 

Elementi progettuali che, come testimonia l’indagine fotografica compiuta dai fotografi del “Fotogramma” di Nago, costituiscono l’architrave visuale del corpus che, ancora oggi, connota l’identità di queste due specifiche realtà urbane.

Come spesso accade nella storia urbana italiana del secondo Novecento, tra intenzione progettuale e realizzazione concreta si manifesta, quasi sempre, una discrasia.

Le difficoltà finanziarie, i ritardi, le discontinuità amministrative e le pressioni derivanti da una accelerata crescita economica del contesto geografico rivano, hanno inciso profondamente sulla matrice socio-urbanistica di questi insediamenti.

Per quanto possa sembrare paradossale, tuttavia, in questo “scarto”, anziché prodursi marginalità e “sviluppo periferico”, si è sedimentata una forte energia sociale, basata su valori comunitari condivisi e partecipati.

I quartieri 2 Giugno e Degasperi hanno sviluppato nel tempo una fisionomia propria, fatta di appartenenze, reti di solidarietà, pluralità culturale, pratiche associative e capacità di autorappresentazione. Non sono soltanto luoghi costruiti: sono luoghi che hanno imparato a costruire sé stessi come comunità.













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