Porticcioli turistici e ciclovia: l'europarlamentare Cristina Guarda denuncia l'impatto ambientale
Due le interrogazioni alla commissione Ue presentate dall'esponente veneta del gruppo Verdi/Ale: una riguarda i cantieri su lungolago a Malcesine, nelle località di Retelino, Navene e Madonnina. L'altra un tratto veronese della pista ciclabile, in particolare (Baitone - galleria Cantone) a Malcesine e un segmento nel comune di Torri del Benaco
Sono due le interrogazioni presentate alla commissione europea dall’onorevole Cristina Guarda del gruppo Verdi/Ale, entrambe inerenti la realizzazione progetti giudicati dal forte impatto ambientale.
La prima riguarda i lavori «in corso di ampliamento - scrive - dei porticcioli turistici di Malcesine nelle località di Retelino, Navene e Madonnina. Quest’ultima include un lungolago storico, che dispone ancora di spiagge naturali e semi naturali, paesaggi sempre più rari in un contesto di estesa cementificazione delle coste del lago di Garda».
Da quanto emerso finora, aggiunge, «non si è attivata nessuna procedura di verifica di assoggettabilità alla Via come confermato da Provincia di Verona e Regione Veneto al Gruppo di intervento giuridico in seguito ad alcune azioni legali di accertamento e sollecito degli opportuni interventi.
Purtroppo nessuna analisi su ecosistema, flora e fauna lacustri è stata effettuata, in un contesto di straordinaria contrazione del patrimonio ittico autoctono e di distruzione dei bassi fondali.
Il Lungolago sarà successivamente interessato anche dal quarto lotto della ciclo pedonale che porterà a raddoppio e cementificazione dello stesso nella sua interezza», conclude Guarda
La seconda interrogazione riguarda un tratto veronese della ciclovia del Garda, opera a sua volta giudicata dalla parlamentare di pesante impatto ambientale e già oggetto di numerose proteste e interventi nei mesi scorsi. «I Comuni di Malcesine e Torri del Benaco - scrive Guarda - stanno completando delle ciclovie costruite su intere sezioni di spiagge naturali, paesaggi sempre più rari in un contesto di estesa cementificazione delle coste del lago di Garda.
Per tali lavori, che hanno deturpato costa e zone di frega ittica, non è stato effettuato nessun studio di Via, né analisi su ecosistema/flora/fauna lacustri, in un contesto di straordinaria contrazione del patrimonio ittico autoctono e distruzione di spiagge e fondali. Tali tratte (Baitone - galleria Cantone a Malcesine e Ciclovia nazionale del Garda a Torri) si trovano inoltre entro e a ridosso di aree SIC/ZPS , neutralizzando ulteriormente la continuità paesaggistica tra lago e montagna. Sono opere inutili in quanto i comuni confinanti di Torbole e Garda non intendono proseguire l’opera per il grande impatto ambientale».
I lavori sono finanziati con fondi comunitari dal Pnrr e sono stati oggetto anche di altra interrogazione parlamentare europea da parte dell’onorevole Guarda.
«Denuncio in Europa - ha detto Cristina Guarda - la deturpazione che da tempo sta colpendo la costa del lago di Garda: una cementificazione continua, senza serie valutazioni ambientali, senza studi approfonditi su flora e fauna.
È un attacco diretto alla biodiversità e a uno dei paesaggi più preziosi che abbiamo. L’economia di questo territorio vive proprio grazie a questa bellezza: per questo distruggerla è un atto di vero masochismo. Violare, abusare e consumare senza misura significa mettere a rischio non solo l’ambiente, ma anche l’identità stessa di una terra che è già sottoposta a un uso eccessivo e sempre più difficile da sostenere».