IL TEMA

Garda, nasce la consulta interregionale per la gestione e la tutela del patrimonio ittico

È stata costituita da Lombardia, Veneto e Trentino. come previsto dal Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2024: si affianca al tavolo tecnico come strumento stabile di confronto tra istituzioni, mondo della pesca, associazioni ed esperti


DANIELE PERETTI


È stata costituita la consulta interregionale (Lombardia, Veneto e Trentino) per la gestione e la tutela del patrimonio ittico, organismo previsto dal Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2024.

Alla seduta ha partecipato tra gli altri, l’assessore allagricoltura, sovranità alimentare e foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi.

La Consulta si affianca al tavolo tecnico come strumento stabile di confronto tra istituzioni, mondo della pesca, associazioni ed esperti.

La Consulta potrà presentare proposte e pareri sulla gestione della pesca, sulla tutela della fauna ittica e sugli aggiornamenti regolamentari.

Forte la presenza lombarda, con 12 soggetti su 32, articolata tra componenti istituzionali e rappresentanza del territorio.

Una presenza che riflette il peso della Lombardia all’interno del sistema gardesano e la volontà di contribuire in modo concreto alle scelte di governance. Accanto alla dimensione istituzionale, centrale è anche il lavoro scientifico che accompagna le politiche di gestione.

Dall’intesa interregionale del 2024 l’importante progetto di studio della biocenosi del lago che permetterà, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, di inquadrare le criticità legate alla conoscenza della comunità ittica del lago di Garda, unitamente a fornire dati necessari per meglio sviluppare le strategie di gestione e conservazione.

Lo studio, avviatosi lo scorso novembre, durerà 30 mesi con un finanziamento di 800mila euro. Tra i progetti in corso, da segnalare l’introduzione di tecniche innovative di monitoraggio basate sul DNA ambientale che permettono di rilevare la presenza delle specie ittiche attraverso l’analisi dell’acqua, senza ricorrere a metodi invasivi.

Le attività di ricerca si concentrano sulle dinamiche ecologiche tra specie di interesse, come il coregone ed il carpione del Garda, specie autoctona e protetta, oggi in forte contrazione.

L’obiettivo è comprendere la capacità di autosostentamento naturale del coregone per migliorare la  funzione degli incubatoi ittici, studiare le relazioni tra le due specie, valutare l’eventuale competizione per le risorse e definire strumenti di gestione sempre più mirati, a partire dalla selettività delle reti e dalla regolazione dello sforzo di pesca.













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