«Cantieri dappertutto lungo la costa del Garda»
Nuova denuncia degli esponenti di Europa Verde Verona sul consumo di suolo: «Una foresta di gru domina il paesaggio, si giustifica con la destagionalizzazione del turismo ma si traduce nella progressiva scomparsa degli ultimi frammenti intatti»
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«Gru ovunque lungo la costa, l’assalto al lago di Garda non si ferma. Chi percorre la Gedesana da Peschiera verso Nord, lo vede chiaramente: una foresta di gru domina il paesaggio ed i cantieri si moltiplicano lungo la riva del lago».
È questa l’allarme di Europa Verde Verona che ormai da anni denuncia il consumo del suolo in tutta l’area della costa gardesana, ma in maniera massiccia sulla sponda veronese.
Stilare una classifica dei Comuni sulla base del consumo del suolo, non è semplice anche a causa sia della diversa morfologia del territorio che dei cantieri dell’alta velocità, della Pedemontana Veneta e degli ampliamenti autostradali.
Premesso questo, al primo posto si trova Verona con 36,9 ettari, San Bonifacio con 36 e San Martino Buon Albergo con 33,4 ettari. Mentre per il basso Garda si è trattato in special modo di consumo di terreno agricolo: in un biennio a Castelnuovo del Garda sono stati “sacrificati” 14,34 ettari, 6,27 ettari a Peschiera del Garda e circa 3 ettari a Lazise.
Lorenzo Albi coportavoce di Europa Verde Verona: «A Castelnuovo del Garda, a sud di Gardaland,resta ancora un’area di circa 80 ettari non edificati, ma la pressione urbanistica è fortissima. Sono già stati presentati cinque progetti per nuovi villaggi turistici, alberghi e ampliamenti di campeggi. La giustificazione è la destagionalizzazione del turismo.
In realtà significa turismo per dodici mesi all’anno, traffico permanente e progressiva scomparsa degli ultimi frammenti di paesaggio intatto. Situazione simile anche a Pacengo, dove in un’area di più di 10 ettari tra il centro storico e il porto sul lago stanno sorgendo nuovi edifici turistico-alberghieri».