Incidente a San Martino in Badia: bus contro la caserma dei vigili del fuoco
Il conducente, unico a bordo, rimane incastrato e viene estratto dai soccorritori. Intervento con vigili del fuoco, sanitari ed elisoccorso, nessun altro coinvolto
Il conducente, unico a bordo, rimane incastrato e viene estratto dai soccorritori. Intervento con vigili del fuoco, sanitari ed elisoccorso, nessun altro coinvolto
Federico Liber (Nova Proto Np01) firma il miglior tempo in 3'44"63, davanti a Thomas Pedrini (Osella Fa30, +0"11) e Franco Caruso (Nova Proto Np01, +0"42). I primi quattro classificati nelle prove sono racchiusi in appena un secondo e mezzo. Domani la gara.
La prima Rafting Wild Cleanup nel fiume Adige si è svolta il 19 aprile scorso: una vasta operazione di pulizia, con l'utilizzo di gommoni da rafting, nell'area di confine fra Trento e Verona, su iniziativa dell'associazione Specie Selvatica, di Xadventure e di 360gardalife. Oltre 90 volontari hanno raccolto più di 500 chili di rifiuti tra Borghetto d'Avio e Brentino Belluno. Ecco alcune immagini dell'importante iniziativa ecologica [foto credits: Angela Trawoeger]
C’è una nuova meteorite italiana fra quelle scientificamente riconosciute. Viene dal monte Bondone, precisamente da Garniga Vecchia: un comunicato stampa spiega che si tratta di una condrite del peso di 188 grammi che è stata studiata e classificata dal Museo italiano di scienze planetarie insieme alla Scuola di scienza e tecnologia, divisione geologia, dell’Università di Camerino.
“Il campione, uno fra le centinaia che in vent’anni ci sono arrivati da valutare e che mai si sono rivelati meteoriti, è arrivato nel 2024, ma la notizia che si trattava di materiale extraterrestre non è stata fatta trapelare, sia per consentire che venissero portati a termine gli studi necessari per la classificazione del campione, sia in attesa che i risultati delle analisi venissero approvati dalla Nomenclature Committee della Meteoritical Society”, sottolinea Marco Morelli, direttore del Museo pratese che possiede una collezione di meteoriti di valore europeo.
In Italia sono attualmente 44 le meteoriti cadute o ritrovate che sono state analizzate e ufficialmente riconosciute dalla comunità scientifica, quella del Monte Bondone è la prima mai ritrovata in Trentino (nel 2016 ne era stata trovata una in Alto Adige). A queste si aggiungono ulteriori 25 eventi documentati da fonti storiche, per i quali tuttavia i campioni non sono più disponibili e non possono quindi essere sottoposti a verifiche scientifiche.
La scoperta viene presentata alla stampa a Garniga Terme, dove Efrem Rigotti l’ha trovata nel 2021, nella sede del Comune con il sindaco Valerio Linardi, il direttore Marco Morelli e la curatrice delle collezioni Daniela Faggi, del Museo Italiano di Scienze Planetarie, con la partecipazione di Christian Lavarian del Muse, Museo della scienza di Trento.
“Si tratta - aggiunge il sindaco di Garniga - di una scoperta che abbiamo accolto con grande interesse e anche con una certa sorpresa, perché riguarda un ritrovamento locale ma che ha seguito un percorso scientifico lungo e necessariamente riservato. Nei prossimi mesi, anche in collaborazione con il Muse, organizzeremo momenti divulgativi e iniziative dedicate, con l’obiettivo di valorizzare questo ritrovamento e, perché no, attirare l’attenzione della comunità scientifica e dei visitatori su Garniga Terme e sul Monte Bondone”
La storia del ritrovamento è singolare. Il signor Rigotti, come racconta lui stesso, cercava le chiavi dell’auto perdute durante un’escursione in una zona abbastanza isolata alla ricerca di funghi.
“Mi venne l’idea di coinvolgere un amico che possedeva un metal detector e insieme raccogliemmo quel frammento roccioso, che, diversamente dagli altri, faceva attivare il cercametalli e che aveva un aspetto molto diverso dalla dolomia locale”.
Alla fine, Rigotti se la portò a casa e nella propria officina tentò invano di tagliarla.
Infine, nel settembre 2024, dopo aver chiesto il parere ad altri, si rivolse al Museo Italiano di Scienze Planetarie per sottoporlo a una valutazione scientifica condotta con i colleghi Gabriele Giuli e Valeria De Santis della Scuola di Scienza e Tecnologia, divisione Geologia, dell’Università di Camerino.
La meteorite - un campione roccioso di circa 188 grammi, di colore grigio e di forma irregolare - è stata classificata con il nome di Meteorite di Monte Bondone. È una condrite ordinaria L5 della cui caduta, purtroppo, nulla sappiamo. Potrebbe essere caduta addirittura decenni fa, anche se Rigotti ricorda bene che qualcuno gli ha raccontato “di una persona oggi scomparsa che proprio sul Monte Bondone vide cadere due palle infuocate a poca distanza l’una dall’altra”.
Quello che si può stabilire con certezza dalla natura del campione è che questo tipo di meteorite proviene dalla fascia degli asteroidi, è una roccia primitiva e la sua composizione è praticamente quasi immutata dal periodo risalente alla prime fasi evolutive del nostro Sistema Solare.
Le condriti sono piuttosto comuni ma sono tra gli oggetti più preziosi che la scienza abbia a disposizione per comprendere le origini del nostro Sistema Solare, queste meteoriti primitive custodiscono una storia che risale a oltre 4 miliardi e mezzo di anni fa, quando anche la Terra si stava formando, e non hanno mai subito processi di fusione e differenziazione come quelli che hanno trasformato i pianeti in corpi complessi con nucleo, mantello e crosta. Sono oggetti tangibili che raccontano una storia immensa: quella di un’epoca in cui il Sistema Solare era ancora in formazione. Tenere in mano una condrite significa entrare in contatto diretto con un frammento di passato cosmico, antico come la Terra stessa.
Le condriti, fossili cosmici che raccontano le origini della terra
“Il loro nome deriva dalle “condrule”, minuscole sferette millimetriche che si sono formate nei primi istanti della vita del disco protoplanetario, la nube di gas e polveri che circondava il giovane Sole. Queste strutture rappresentano alcune delle prime tracce solide mai formatesi nel nostro sistema planetario. Studiare le condriti significa quindi osservare direttamente i processi che hanno portato alla nascita dei pianeti”, spiega la geologa Daniela Faggi del Museo italiano di scienze planetarie.
Dal punto di vista scientifico sono una fonte straordinaria di informazioni. Analizzando la loro composizione chimica, i ricercatori possono ricostruire quali elementi erano presenti nella nebulosa primordiale e in quali proporzioni. Gli isotopi, invece, permettono di stabilire con grande precisione l’età dei materiali e di ricostruire una vera e propria cronologia degli eventi che hanno segnato le prime fasi della formazione planetaria.
Le condriti offrono anche indizi fondamentali su uno dei grandi misteri della scienza: l’origine dell’acqua e delle molecole organiche sulla Terra.
Alcune di esse, in particolare le condriti carbonacee, contengono acqua legata ai minerali e composti organici complessi, inclusi amminoacidi, i mattoni fondamentali della vita. Questo suggerisce che una parte delle sostanze essenziali alla vita potrebbe essere stata trasportata sul nostro pianeta proprio da meteoriti simili, durante le fasi iniziali della sua storia.
Non meno importante è il contributo delle condriti alla comprensione dei processi geochimici primitivi. Le loro caratteristiche mineralogiche e isotopiche permettono di studiare fenomeni come la condensazione dei materiali dal gas, le reazioni chimiche a basse temperature e le alterazioni avvenute all’interno degli asteroidi da cui provengono. In questo senso, rappresentano veri e propri laboratori naturali, rimasti congelati nel tempo.
Queste meteoriti ci ricordano che i pianeti, compreso il nostro, si sono formati a partire da materiali simili, aggregatisi e trasformatisi nel corso di milioni di anni. In un certo senso, studiare le condriti significa studiare le nostre origini più profonde. Sono, a tutti gli effetti, fossili cosmici: non raccontano la storia della Terra, ma quella di ciò che esisteva mentre la Terra si stava formando.
Per questo motivo, continuano a essere al centro della ricerca scientifica e della divulgazione. In esse si intrecciano astronomia, geologia e chimica, offrendo una chiave unica per comprendere il nostro posto nell’Universo.
La meteorite Monte Bondone è stata classificata dal personale del Museo italiano di scienze planetarie con i colleghi dell’Università di Camerino (Marco Morelli e Daniela Faggi del Museo italiano di scienze planetarie, fondazione Parsec; Gabriele Giuli e Valeria De Santis della Scuola di scienza e tecnologia, divisione geologia, dell’Università di Camerino).
XXIII edizione della giornata Trento Città della Pace, è stato un successo. Dal palco si erano alternati momenti musicali, letture e interventi, con un filo conduttore centrato sul valore delle relazioni e del rispetto reciproco (Foto Daniele Panato)
Un mare di caschi, giacche di pelle e motori accesi ha riempito Trento per la tradizionale benedizione delle moto: migliaia di centauri provenienti da tutto il Trentino e dalle regioni vicine si sono dati appuntamento nel cuore della città per il rito che ogni anno segna simbolicamente l'apertura della stagione motociclistica (Foto Daniele Mosna)
Nella zona spettacolare delle Pale di San Martino, un giro ad anello per un'immersione invernale nella natura, con salita da Frassenè Agordino (Belluno) al rifugio Scarpa-Gurekian (Cai Agordo, quota 1.735), in un percorso di grande fascino, che d'estate si può estendere lungo il sentiero naturalistico Miniussi, attraverso prati fioriti, con passaggio anche alla panoramica Pala della Madonna [foto: Zenone Sovilla] - L'ARTICOLO SULL'ITINERARIO
Il veicolo spaziale Orion della missione Artemis II della Nasa ha compiuto il sorvolo ravvicinato intorno alla Luna. Durante il passaggio dietro al pianeta, si è verificato l'atteso blackout delle comunicazioni con il centro di controllo, durato circa 40 minuti poi le comunicazioni con la Terra sono riprese. I quattro astronauti dell'equipaggio, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno battuto il record stabilito dalla missione Apollo 13 raggiungendo il punto più lontano dalla Terra: 406 mila chilometri. Ecco le immagini diffuse dalla Nasa
A Capracotta (Isernia) è in corso una bufera con accumuli che superano il metro e mezzo. L'evento si isnerisce nell'ondata di maltempo che da un paio di giorni colpisce il Molise e le regioni limitrofe, anche con nubifragi che hanno danneggiato strade e ferrovie provocandone la chiusura
Una passeggiata a 40 metri di altezza sul tetto della Cattedrale di Napoli, che a 360 gradi dà l'opportunità di ammirare il panorama dell'intera città, dal mare al centro storico, dal Vesuvio alle colline. È il nuovo percorso di visita guidata "500 Cupole sui tetti del Duomo di Napoli", inaugurato oggi, che schiude a turisti e cittadini una prospettiva inattesa e suggestiva, svelando le stratificazioni artistiche e storiche dell'intera città.
Un'esperienza capace di unire meraviglia e racconto, fede e tradizione, promossa dalla Fondazione Napoli C'entro, che si inserisce nel percorso del Museo Diocesano Diffuso. Il percorso si sviluppa lungo i tetti del Duomo e propone una lettura diversa dell'edificio e del contesto urbano, mettendo in evidenza le stratificazioni storiche e artistiche della Cattedrale e della città. Un'iniziativa che punta a valorizzare il patrimonio attraverso un punto di osservazione inedito, con un taglio divulgativo e accessibile.
All'inaugurazione anche il governatore della Campania Roberto Fico: "Napoli si arricchisce di nuovi percorsi, di nuovi modelli di partecipazione rispetto a delle bellezze così importanti. Il turismo è una grandissima risorsa, ma va trattato come un'industria gestendola nel modo migliore".
Dal 31 marzo la terrazza è aperta al pubblico dalle 10 alle 17 con ingresso gratuito per i napoletani e ticket di 10 euro per chi proviene da fuori Comune. "Una passeggiata - ha detto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi - suggestiva, particolare, che dà una visuale della città molto innovativa, per i tanti turisti e per i napoletani. È stato un lavoro lungo che è partito anni fa, poi ha avuto un lungo stop. Noi come amministrazione l'abbiamo sbloccato negli ultimi due anni e siamo riusciti a portare a termine un lavoro di restauro che aggiunge a Napoli una nuova perla. Nelle prossime settimane si riapre il cimitero delle Fontanelle è poi ci sarà il Teatro Romano. Abbiamo un percorso molto chiaro di valorizzazione di luoghi particolari speciali della città che restituiremo ai napoletani e ai tanti turisti".
A unire gli sforzi di Diocesi, Regione e Comune è stata la Fondazione Napoli Centro, che come spiega il direttore Vincenzo Porzio "nasce dalla volontà di prendersi cura dei luoghi e delle persone, come già avvenuto al Rione Sanità. Abbiamo generato lavoro e opportunità: 20 giovani sono stati già assunti con contratti stabili e altri 15 stanno per ampliare l'organico per la gestione del percorso dei tetti del Duomo". [foto: Ansa/Cesare Abbate]
Il Giro d'Italia lo ha percorso nel 2022, con la tappa Ponte di Legno (Brescia)-Lavarone: poco più di 8 chilometri, ma con una pendenza media superiore al 9% e tratti al 12-15%, per un dislivello di quasi 800 metri (quello totale è di 3.730) e scollinamento vicino al traguardo [foto di Zenone Sovilla]. Ora proseguono i lavori sulla provinciale di Monterovere, fra Caldonazzo e Lavarone, amatissima dai ciclisti: dopo l'allargamento partirà il grande cantiere per una nuova galleria in discesa - L'ARTICOLO
Ispra ha reso disponibile online la «carta d’identità geologica» delle aree urbane: un valore unico internazionale per misurare la fragilità derivante dall'analisi di vari fattori, compresi clima e attività umane. Nella lista dei capoluoghi regionali italiani, Trento risulta il meno a rischio, con 94 punti, nella zona bassa anche Bolzano (144), al vertice opposto Napoli a quota 359 e Genova (304)
E se l’Adige esondasse un'altra volta? Per la settimana della Protezione civile il Comune presenta cartografie e altre informazioni, in formati e modalità diverse, rivolte alla cittadinanza per far conoscere i comportamenti da adottare e quelli da evitare.
I materiali saranno illustrati e distribuiti durante iniziative che si terranno al parco delle Albere, sabato 17 e domenica 18 ottobre
Iperborea propone nella sua collana per l'infanzia l'albo illustrato dell'autrice islandese Rán Flygenring: un'avventura magica e sorprendente che parla di come condividere le risorse con gli altri e con tutte le specie del nostro ambiente
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La montagna come laboratorio è lo scenario proposto dalle ricercatrici Liria Veronesi e Valentina Chizzola della fondazione trentina Demarchi, insieme allo studioso Paolo Costa della Fbk. La morfologia montana elabora nuovi modi di abitare: pratiche e sperimentazioni di innovazione sociale, welfare di comunità e gestione condivisa del territorio
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La bella stagione registra numeri sempre più importanti, in qualche zona si è già raggiunto il pareggio nel rapporto con l'inverno, tradizionalmente il periodo più intenso. Lo confermano i riscontri che l'Associazione esercenti funiviari sta ricevendo in questi giorni dai propri soci. Alla 3 Zinnen Spa, per esempio, si stima un aumento del fatturato del 5,5%