«Fantasmi del quotidiano» filo conduttore al festival Fotografia europea
Fino al14 giugno saranno visitabili le mostre di grandi fotografi e giovani esordienti, in vari luoghi della città. Tra i tanti appuntamenti, Felipe Romero Beltràn esplora storie di migrazione lungo il Rio Bravo
Proseguono fino al14 giugno a Reggio Emilia le mostre nell'ambito della 21esima edizione di Fotografia Europea, festival promosso e organizzato dalla fondazione Palazzo Magnani e dal Comune, con il contributo della Regione Emilia-Romagna.
Grandi fotografi e giovani esordienti saranno accolti in vari luoghi della città: Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto, Palazzo dei Musei, Palazzo Scaruffi, Chiesa dei Santi Carlo e Agata e negli spazi del Circuito Off. Le mostre sono curate da Arianna Catania, Tim Clark e Luce Lebart, con una ricognizione storica curata da Walter Guadagnini dedicata ai 200 anni dalla realizzazione di quella che è considerata la prima "fotografia" della storia, la 'Vista dalla finestra di Le Gras' creata da Joseph Nicéphore Niépce.
Tra i tanti appuntamenti: Felipe Romero Beltràn esplora storie di migrazione lungo il Rio Bravo, Mohamed Hassan indaga identità, famiglia e salute mentale attraverso il rapporto con il padre e l'Egitto, Marine Lanier racconta il Giardino del Lautaret, storico conservatorio di biodiversità alpino e centro nevralgico per la ricerca scientifica. La committenza di Fotografia Europea è stata affidata a Simona Ghizzoni, che pone al centro la figuira femminile come depositaria di memoria ma anche di immaginazione e progettualità.
Una mostra collettiva, 'Ghostland', a cura di Arianna Catania, è un'esplorazione sull'epoca ipermediata in cui viviamo, "dove la realtà appare come un territorio 'spettrale' filtrato costantemente dagli schermi luminosi", mentre i progetti della Open Call sono stati selezionati tra gli oltre 700 lavori di artisti e curatori che vi hanno partecipato, offrendo uno sguardo sulle ricerche più originali della scena contemporanea.
Spazio anche a 'Luigi Ghirri. A series of Dreams', che esplora il legame tra suono e immagine, mentre allo Spazio Gerra l'attenzione si focalizza sulla poetica di Francesco Guccini con la mostra 'Canterò soltanto il tempo', un viaggio intimo nella carriera del cantautore, un 'concept album' visivo che esplora il valore della parola come unico argine allo scorrere del tempo.