LA RASSEGNA

Al Muse serata per scoprire l'affascinante e rara foca monaca

Appuntamento mercoledì 4 marzo nel ciclo “Talk biodiversi”: al centro una specie simbolo della biodiversità del Mediterraneo e tra gli animali più minacciati al mondo



Domani, mercoledì 4 marzo alle 20.45, dopo aver parlato di trasformazioni ambientali nelle Alpi, la rassegna “Talk biodiversi” del Muse si sposta nel bacino del Mediterraneo per un viaggio alla scoperta di uno dei mammiferi marini più rari ed affascinanti: la foca monaca (Monachus monachus), specie simbolo della biodiversità del Mare Nostrum e tra gli animali più minacciati al mondo.

Ospite dell'appuntamento sarà Luigi Bundone, presidente di Archipelagos – ambiente e sviluppo (Italia), ricercatore all’Università Ca' Foscari Venezia ed esperto di pinnipedi nella Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura).

Modera l'incontro Elisabetta Filosi (Muse) con la partecipazione di Claudio Groff. Nel corso della serata Bundone presenterà la propria esperienza accademica e le attività di ricerca maturate nello studio della foca monaca mediterranea, offrendo un’analisi aggiornata e critica sullo stato di conservazione della specie, sulla sua distribuzione storica e attuale e sulle principali minacce – di origine antropica e naturale – che ancora ne mettono a rischio la sopravvivenza.

Un tempo diffusa lungo tutte le coste del Mediterraneo, la foca monaca è oggi estremamente rara, anche se in lieve ripresa: si stima che ne restino in natura circa 700 individui. Schiva e diffidente, trova rifugio soprattutto in grotte marine isolate, utilizzate per il parto e l’allattamento o per sottrarsi al disturbo antropico.

Può raggiungere i 2,5 metri di lunghezza e i 300 chilogrammi di peso, ed è riconoscibile anche per il muso caratterizzato da lunghe vibrisse. Cuore dell’incontro sarà l’approfondimento sulla popolazione presente nello Ionio centrale, con la presentazione delle attività di monitoraggio condotte nell’area attraverso tecniche come il fototrappolaggio in grotta e gli studi genetici.

Il pubblico sarà coinvolto direttamente in una dimostrazione pratica di fotoidentificazione, per comprendere come ricercatrici e ricercatori riescano a riconoscere e catalogare i singoli individui a partire dalle immagini raccolte sul campo. In programma anche la proiezione di un breve documentario dedicato a un progetto internazionale che intreccia arte e scienza per raccontare e tutelare questo straordinario mammifero marino.

Fondata nel 1991, Archipelagos – ambiente e sviluppo è un’organizzazione internazionale non governativa senza scopo di lucro attiva nella pianificazione ambientale e nella conservazione e gestione dell’ambiente naturale.













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