A Bassano la prima retrospettiva italiana su Sebastião Salgado
A un anno dalla morte del grande fotografo e fotoreporter brasiliano, il museo Civico della città veneta espone immagini della collezione Maison Européenne de la Photographie di Parigi: ripercorre attraverso una selezione di oltre 160 scatti tutte le principali serie della vasta produzione dell’artista, dove la bellezza incontaminata del pianeta si intreccia con le sfide ambientali e l’emergenza sociale
«Tutto quello che ho fatto, nell’insieme, è lo specchio della mia vita», diceva il grande fotografo Sebastião Salgado, cui il museo Civico di Bassano del Grappa, a un anno dalla morte, dedica la prima retrospettiva italiana completa.
La mostra si intuitola "Sebastião Salgado. Fotografie della collezione Maison Européenne de la Photographie, Parigi".
Promossa e organizzata da Comune e Musei Civici di Bassano del Grappa, MEP - Maison Européenne de la Photographie di Parigi e Silvana editoriale e patrocinata dalla Regione del Veneto, l'esposizione - aperta dal 24 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 - ripercorre attraverso una selezione di oltre 160 scatti tutte le principali serie della vasta produzione dell’artista, dove la bellezza incontaminata del pianeta si intreccia con le sfide ambientali e l’emergenza sociale, trasformandosi in un profondo messaggio di rinascita e in un invito urgente a riconnettersi con la natura e con il destino condiviso dell’umanità.
Il percorso è diviso in due grandi sezioni. La prima presenta una panoramica delle serie “Other Americas”, “Sahel”, “Serra Pelada Gold Mine – Brazil”, “Workers”, “Kuwait”, “Exodus” e “Children of the Exodus” e documenta i primi 25 anni di attività del fotografo, mentre la seconda è dedicata al suo più grande progetto, durato oltre sette anni: Genesis, un omaggio alla bellezza e alla fragilità del pianeta.
La mostra è curata da Pascal Hoël, Responsabile delle Collezioni della MEP - Maison Européenne de la Photographie, la principale istituzione francese dedicata alla fotografia, che ha sostenuto il lavoro di Salgado fin dagli anni ’80, affiancandolo in alcuni dei suoi progetti più significativi e costruendo nel tempo una collezione di raro valore.
A coronamento di quarant’anni di collaborazione, nel 2018 Sebastião e Lélia Wanick Salgado hanno sostenuto a loro volta la MEP con una donazione straordinaria di 105 fotografie.
«La storia che lega Sebastião Salgado alla Maison européenne de la Photographie dice Pascal Hoël, responsabile delle collezioni del Mep e curatore della mostra - è quella di un impegno reciproco e duraturo. Essa testimonia una fiducia rara tra un artista e un’istituzione, costruita nel tempo attorno a una visione comune della fotografia e del suo ruolo nel mondo».
Aggiunge Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto: «Ci sono artisti che non fotografano il mondo: lo cambiano. Sebastião Salgado era uno di loro, capace di restituire dignità all’umanità sofferente e bellezza alla natura minacciata».
Nicola Ignazio Finco, sindaco di Bassano, conclude: «La mostra dedicata a Sebastião Salgado, con il suo prestigio e la sua contemporaneità arriverà a degna conclusione di un anno importante per la nostra città in ambito culturale.
Un anno caratterizzato dall’avvio del percorso di candidatura a Capitale italiana della Cultura 2029 e dall’atteso ritorno del Cavallo colossale di Antonio Canova.
Nel mezzo di questo fermento siamo pronti a far rivivere l’anima di un artista internazionale, scomparso di recente, attraverso le sue opere, che hanno lasciato il segno raccontando le contraddizioni di un mondo complesso, che vive un precario equilibrio tra le sue meraviglie e le sue ingiustizie».