agricoltura

Ortofrutta del Trentino, l’Apot approva il nuovo bilancio di sostenibilità

L’iniziativa dell’Associazione Produttori di Ortofrutta del Trentino. Il direttore Dalpiaz: «Questo percorso sta già dando i frutti sperati e ci permetterà di distinguere sempre di più il sistema frutticolo e agricolo trentino per capacità di rispondere alle richieste sociali e di mercato»

di Carlo Bridi

TRENTO. «Siamo molto soddisfatti della strategia adottata, improntata alla trasparenza e al dialogo, ma anche dei risultati conseguiti che ci confermano la rispondenza delle esigenze sociali e di mercato ed oggi anche gli obiettivi della nuova politica comunitaria contenuti nel nostro progetto di frutticoltura sostenibile». Con queste parole Ennio Magnani, presidente di Apot, l’Associazione Produttori di Ortofrutta del Trentino, ha aperto l’incontro per la presentazione della seconda edizione del Bilancio di Sostenibilità. 

«Il nostro sostegno a questo progetto c’è stato in passato e ci sarà anche in futuro», ha affermato l’assessora provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli, che ha evidenziato «come da dati oggettivi emerga il grande impegno dei nostri produttori a favore della sostenibilità oltre che economica anche ambientale e sociale».

Il bilancio è realizzato nel contesto del progetto “Trentino Frutticolo Sostenibile” promosso da Apot assieme ai Consorzi Melinda e “la Trentina”.

La terza edizione del bilancio di sostenibilità è già programmata per il 2023. Nel piano triennale spiccano l’introduzione nel sistema di un “manager per la sostenibilità”, ritenuto fondamentale per organizzare in maniera ancora più organica ed efficace il lavoro di un’area verso la quale il settore intende orientarsi ancora più decisamente, così come l’obiettivo di salvaguardare le aree boscate di pregio, come elementi di biodiversità, espressione di un paesaggio caratteristico ma fonte anche di preziosi servizi ecosistemici utili anche per il settore produttivo agricolo ed un impegno di dialogo verso il mondo dell’apicoltura in costante aumento, che contribuisce ad arricchire l’ampio paniere di impegni di Apot per sostenere un processo già ampiamente positivo di sviluppo.

Il settore si pone l’obiettivo di adottare totalmente il Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata, arricchito da nuove sezioni rivolte all’ambiente e al sociale, che porteranno tale strumento di certificazione ad essere un vero e proprio riferimento di sostenibilità misurata e dei miglioramenti prodotti, che potrà favorire e sostenere gli obiettivi di riduzione dell’uso di agrofarmaci (-5%) già evidenziati nel periodo 2017-2019.

Obiettivi precisi vengono mantenuti infine per quanto riguarda il settore “biologico”, che prevede un ciclo di assestamento dopo il deciso sforzo di crescita fino al 2019, mentre proseguirà il progetto di impianto di varietà resistenti alle patologie del melo in prossimità di aree sensibili (già messi a dimora 180 ettari ed altri 50 sono in progetto); spicca l’obiettivo di una veloce transizione verso imballaggi totalmente sostenibili già al 2022.

«Questo percorso, intrapreso assieme alla Provincia, sta già dando i frutti sperati e ci permetterà di distinguere sempre di più il sistema frutticolo ed agricolo trentino per capacità di rispondere alle richieste sociali e di mercato. Il cammino prosegue, senza incertezze, prendendo in carico anche le osservazioni critiche ma professionali che ci vengono poste e rispondendo allo stesso tempo con numeri e fatti alle banalizzazioni che una ristretta minoranza ci riserva con straordinaria puntualità», ha affermato il direttore di Apot Alessandro Dalpiaz.