giovani agricoltori

Marco Capraro, da tubista a coltivatore di fagiolini

La sua azienda agricola è ad Olle: "Punto molto sul fatto che nei mesi di luglio e agosto le produzioni di ortaggi di qualità in pianura sono molto scarse per il caldo"

di Carlo Bridi

BORGO VALSUGANA. Ecco un giovane che ha scelto un’attività agricola abbastanza fuori dall’ordinario, quella dell’orticoltore, e in particolare quella del coltivatori di fagioli di ogni tipo.

Le aziende ad indirizzo specializzato nella coltivazione dei fagioli sono veramente poche e la maggioranza di queste si trova o in Valsugana o in Valle di Gresta. Ma la cosa abbastanza strana è quella che per valorizzare la propria produzione il nostro produttore si è dovuto rivolgere al Veneto, aderendo alla cooperativa agricoltori bassanesi. Una cooperativa che valorizza molto bene le nostre produzioni purchè siano di alta qualità, precisa il nostro protagonista di oggi, Marco Capraro, di 31 anni.

Ha iniziato le prime prove nell’orto di famiglia 4 anni orsono, ed ha visto che le cose funzionano nel verso giusto. Per questo, tre anni orsono ha lasciato dopo 10 anni il suo lavoro di tubista, frutto della sua formazione professionale di termoidraulico. La prima ragione era quella che dopo 10 anni era stufo di questo lavoro che lo portava ad essere quasi sempre fuori casa. "Partivo il lunedì e tornavo il sabato, afferma, quindi non era possibile nessuna vita sociale. Anche l’orario si aggirava sempre sulle 12 ore di lavoro al giorno. Quindi, il cambiare lavoro mi ha portato ad essere vicino a casa, anche se il ritmo di lavoro non è cambiato molto: anche nella mia nuova attività le 12 ore di lavoro sono la norma".

Certo i due primi anni sono stati di prova sia per vedere quali prodotti crescevano meglio sui terreni di famiglia collocati sopra Olle, ma anche per vedere quali erano più produttive dal punto di vista commerciale. Mancando di una formazione agricola idonea, anche al fine di poter accedere al premio d’insediamento, Marco ha frequentato il corso biennale di 600 ore organizzato da Fem per aspirati imprenditori agricoli, un corso molto utile per tanti aspetti afferma, sia per gli aspetti legati alla burocrazia che un imprenditore agricolo deve affrontare, che sul piano tecnico-pratico vista la mia carenza di conoscenze in merito. Con i primi 30 mila euro di premio ha provveduto all’acquisto di terreni per ampliare l’azienda che ora è di 1,8 ettari, parte coperta da serre per anticipare la maturazione dei vari ortaggi, e parte è servito per la perforazione di un pozzo. Per trovare la falda di mezzo litro/secondo, ha dovuto scendere a quasi 100 metri di profondità. Ora, anche in attesa che arrivi l’acqua del consorzio grazie ad un paio di tank di 1000 litri, può irrigare i suoi ortaggi.

Le colture praticate

Come detto la principale coltura sono i fagioli, ne coltiva una trentina di varietà, sia la maggior parte delle varietà da mangiare come le tegoline, sia i diversi tipi di borlotti come il fagiolo da sgranare. I più diffusi sono: l’anellino di Trento, i grisoti, lo sportivo, che è il più remunerativo, ma anche la Signora, il fagiolo di Lamon. "La maggior parte delle varietà sono rampicanti in quanto hanno un periodo di produzione molto più lungo di quelli bassi che raccogliamo in questo periodo. La zona di produzione è situata sul versante nord della montagna pertanto non ha una grande insolazione, cosa che ne ritarda la produzione ma di positivo cè il fatto che per i fagioli specie il fagiolo di Lamon, non amano il caldo perché impedisce la fecondazione dei fiori".

Ha introdotto anche altre colture come le zucchine e da quest’anno i cetrioli, che sta piantando ora, come pure le rape rosse, e il “radicchietto” che poi si raccoglie a primavera appena se ne va la neve. "Punto molto sul fatto che nei mesi di luglio e agosto le produzioni di ortaggi di qualità in pianura sono molto scarse per il caldo e inserirmi con le mie produzioni di qualità", afferma Capraro.

Fra i progetti futuri l’ampliamento dell’azienda, ma anche la ricerca di nuove varietà di fagioli e la ricerca di nuovi mercati perché oltre un certo limite la sua cooperativa non è in grado di assorbire. E le vendite dirette? "Pochissima cosa, perché la remunerazione che mi assicura la mia cooperativa è maggiore di quella che posso chiedere al privato di Borgo"..

C’è anche un sogno nel cassetto: quello di arrivare a coprire con rete antigrandine la maggior parte dell’azienda. "Quest’anno, e siamo ancora a luglio, ho già avute tre grandinate, non fortissime, ma per i fagioli i danni si vedono subito nel blocco dello sviluppo".

Chiediamo se dopo 3 anni è pentito della scelta: "No - è la riposta secca - anzi mi pento di non averla fatta prima". Produce nel grande rispetto dell’ambiente, usando i prodotti biologici, pur non essendo la sua un’azienda biologica.

Pochi gli hobby, sono qualche animale e qualche sciata d’inverno. Sentimentalmente è legato ad una ragazza che ha 2 figli e quando può gli dà una mano.