storie di agricoltori

Fabrizio Calovi, l’ex agente immobiliare conquistato dalle arnie

Dopo 25 anni ha cambiato mestiere ed è anche diventato insegnante tecnico ai corsi per apicoltori


di Carlo Bridi


MATTARELLO. Non è mai troppo tardi per cambiare mestiere. Lo dimostra la storia che raccontiamo oggi, quella di Fabrizio Calovi, un ex agente immobiliare che dopo gli studi e un’esperienza all’estero è ritornato in Trentino: qui ha fatto per 25 anni la compravendita di immobili, svolta peraltro con soddisfazione – tiene a precisare - ma era diventato un lavoro troppo stressante, e negli ultimi anni non gli piaceva più, perché era stufo dei ritmi che imponeva questa professione. Di qui la decisione di cambiare mestiere diventando un apicoltore, ma si badi bene non un allevatore di api per produrre miele, ma allevatore di api regine e di nuove famiglie di api. Un’attività molto rara, e molto impegnativa. Calovi fra le tante attività fa anche quella di insegnante tecnico ai corsi per apicoltori principianti organizzati dall’Associazione Apicoltori Trentini.

Ma com’è nata questa passione, chiediamo a Calovi? “E’ stato un amico apicoltore ad introdurmi in questo mondo affascinante delle api, un mondo che anche dopo oltre 10 anni dall’inizio dell’attività non ho ancora finito di conoscere. Ho iniziato con poche arnie ed ho visto che l’attività era molto interessante: di qui la scelta di fare l’apicoltore professionale. Devo essere grato agli esperti per i molti suggerimenti e insegnamenti, compreso quello di allevare solo api della razza Carnica, l’ape più docile oggi conosciuta. Fra l’altro questa razza si sa adattare molto meglio anche all’impazzimento del clima che è sempre più marcato. La prova che sia una razza docile sta anche nel fatto che apicoltori che allevavano fino ad ora le api di una razza molto più aggressiva, la Ligustica, sono rimasti meravigliati della docilità di questa razza”.

"La cosa che mi ha meravigliato - prosegue l’apicoltore - è quella che sono sempre più numerose le persone che hanno deciso di dedicarsi all’apicoltura nella maggior parte dei casi come attività hobbistica, ma anche come apicoltori professionali. Credo che le api stiano prendendo lo spazio che in passato era riservato agli animali da compagnia, cani e gatti: due – tre apiari sembra abbiano questo scopo di animali da compagnia”.

A distanza di oltre 10 anni dall’inizio di questa attività, ha ancora dei progetti in cantiere? “Certamente sì – è la risposta -: il primo è quello di aumentare sia il numero di regine allevate per il mercato che le nuove famiglie sempre della razza Carnica. Ma mi sono posto un limite preciso, non voglio diventare schiavo del mio lavoro, ricadendo nell’errore precedente. In questo sono agevolato dal ritmo delle api, un ritmo tranquillo, metodico ma nello stesso tempo molto interessante. Non possiamo dimenticare che le api sono l’insetto più sensibile agli inquinamenti, alle modificazioni climatiche oggi allevato, e di conseguenza anche l’attività di apicoltore va svolta nel pieno rispetto dell’ambiente. La mia non è un’apicoltura biologica ma gli interventi per combattere la varroa gli faccio con prodotti solamente biologici”, precisa Fabrizio.

Alla domanda se ha ancora qualche sogno nel cassetto la risposta è affermativa: “Credo che avere dei sogni sia fondamentale, ma sono sogni che vedo realizzarsi perché l’attività dell’apicoltore ti offre sempre nuove sorprese: non hai mai finito di imparare”.

Si è mai pentito della scelta fatta? “No: anche se ritorna spesso la domanda se avrò fatta la scelta giusta, ci sono momenti difficili che puoi superare solo se hai una grande passione per quello che fai, e le api ti appassionano. La loro complessità ti porta continuamente a ricercare a provare nuove risposte ai problemi che si pongono e che devi risolvere con tempestività”.

Alla domanda dov’è il mercato per le regine e per le nuove famiglie, Fabrizio risponde che ha contatti non solo in Trentino ma in tutta l’Italia.

Pur abitando a Mattarello, Calovi non ha molte arnie in Val d’Adige: “Buona parte delle 150 arnie sono attualmente nel veronese e nel mantovano dove abbiamo le fioriture più anticipate che da noi. Ma una parte si trova sul Bondone ed una parte sull’altipiano della Vigolana”.

Ci sono problemi con i frutticoltori, particolarmente durante il periodo della fioritura? “No, non ho problemi: il reciproco rispetto è tale che su quel fronte siamo tranquilli, invece problemi ci vengono causati dagli hobbisti, chi ha la pianta di ciliegio o di melo nell’orto di casa. Questi sono molto meno accorti nei trattamenti di chi fa il frutticoltore di professione. I frutticoltori sono ben coscienti del ruolo delle api nella fecondazione dei loro frutteti quindi sanno che è anche interesse loro non fare trattamenti dannosi per le api. Sono convinto che abbiamo lo stesso obiettivo, quello del rispetto dell’ambiente”.

Con un’ultima domanda facciamo il punto sullo stato di salute delle api dopo questo strano inverno. "La siccità durata quasi due mesi ha pesato molto sulle prime fioriture che hanno ritardato molto e di conseguenza le api hanno sofferto”, conclude l’apicoltore.

















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