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Energia, la presidente degli impiantisti: «Chiudere le funivie uccide la montagna»

Valeria Ghezzi di Anef: "Se ci fermiamo noi, rimangono fermi tutti". Costi energetici cresciuti dall’8-15% ad oltre il 30%

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TRENTO. "Se ci fermiamo noi, rimangono fermi tutti, compresi rifugi, maestri di sci e albergatori. Chiudere gli impianti funiviari significa ammazzare la montagna: è già successo una volta e non credo che nessuno voglia ripeterlo. Detto questo, le bollette andranno poi pagate". Lo ha detto all'Asa la presidente dell'Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef), Valeria Ghezzi, intervenendo sull'aumento dei costi energetici.

"Noi non possiamo farci nulla, se non studiare i bilanci sulla base dei nuovi costi energetici. Negli anni passati, in media, il costo dell'energia incideva tra l'8 e il 15%, a seconda della società funiviaria. Oggi superiamo il 30%. Siamo completamente passivi da questo punto di vista: il nostro lavoro non ci permette di fare politica di 'energy management', dato che la neve si fa quando ci sono le condizioni climatiche e gli impianti devono funzionare nonostante il numero dei clienti", ha precisato Ghezzi, auspicando un intervento del governo.

















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