Dazi, il Trentino tira un sospiro di sollievo

Trento. I dazi che gli Usa sarebbero intenzionati ad imporre su alcuni prodotti agroalimentari italiani sembrano preoccupare un po’ meno l’economia trentina vista che dalla lista, ieri, è sparito il...

Trento. I dazi che gli Usa sarebbero intenzionati ad imporre su alcuni prodotti agroalimentari italiani sembrano preoccupare un po’ meno l’economia trentina vista che dalla lista, ieri, è sparito il vino italiano, il prodotto più esportato dalla nostra provincia verso gli Stati Uniti. La buona notizia, tuttavia, non solleva del tutto i timori per i rappresentanti locali del mondo produttivo e agricolo che guardano con apprensione agli sviluppi di questa controversia internazionale. «Di dazi si parlava tre anni fa e non è successo nulla» - spiega Gianni Bort, presidente della Camera di Commercio. Ora se ne riparla e la questione è sicuramente più complessa. In questo caso, però, penso che un compromesso si troverà nella questione Boing-Airbus. Se poi, agli Usa, rimarranno degli spazi per applicare qualche dazio anche ai nostri prodotti valuteremo il come e il quanto».

La tendenza mondiale è oggi quella di chiudersi dentro i propri confini anche in campo economico. Succede un po’ anche nel nostro Trentino, con la spinta a “mangiare trentino” come negli appalti a cercare di privilegiare le aziende locali. È un bene o un male? «Dazi e stimoli ai prodotti locali sono su piani diversi» - risponde Bort. «Io resto contrario ai dazi ma favorevole a questa politica di sostegno ai nostri prodotti. È un fatto culturale».

Il presidente di Coldiretti Gianluca Barbacovi conferma che oggi, in un mercato così globalizzato, la chiusura protezionistica rappresenta un problema: «Se sale il prezzo di un prodotto in un altro paese questo rischia di condizionare anche il nostro mercato, ma puntare sui prodotti locali è positivo perché sono più salubri».

Infine il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana: «Quello dei dazi è un tema enorme, soprattutto laddove si registrano sperequazioni sociali sui prodotti. I dazi vanno usati con intelligenza, non devono essere una guerra. Detto questo, l’Italia è purtroppo un paese facile da colpire ma ciononostante è importante non chiudersi in se stessi. E questo vale anche per il Trentino».