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Caro bollette, l’allarme di Confcommercio Trentino: “Atteso un valore dell'inflazione del 10%, se non oltre”

Il presidente Bort chiede ristori adeguati per le imprese più colpite dalle restrizioni



TRENTO. I portavoce delle associazioni aderenti a Confcommercio Trentino lanciano un allarme sui rincari di energia e materie prime, che, accompagnati da un drastico calo dei consumi, rischiano di portare alla crisi delle imprese del settore terziario. Gli esponenti di categoria - informa una nota - hanno quindi chiesto di inserire il problema nelle agende politiche e amministrative delle prossime settimane. "Negli ultimi mesi stiamo assistendo ad un aumento quasi esponenziale dei costi dell'energia elettrica e delle materie prime, costi che impattano sulla gestione aziendale fino a due o tre volte rispetto agli anni scorsi, a parità di consumi", ha detto il presidente, Giovanni Bort.

Secondo Bort, l'aumento riduce la capacità di spesa delle famiglie, incide sull'andamento dei consumi e sull'inflazione. "È realistico attendersi un valore dell'inflazione del 10%, se non oltre", ha detto, chiedendo alla politica l'impegno di ricercare e attuare "ogni intervento che riduca la pressione sulle imprese e sulle famiglie".

Nel corso della conferenza, Bort è intervenuto anche per chiedere ristori adeguati per le imprese più colpite dalle restrizioni previste per contenere la pandemia. "Siamo il Paese con il maggior numero di vaccinati e le maggiori restrizioni. A questo proposito, c'è bisogno anche di adeguare la durata del Green pass dei turisti stranieri a quella stabilita dai vari paesi di provenienza", ha concluso.













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