il caso

Bonus edilizia ancora nel caos. «Bloccato il mercato e penalizzate 500 mila imprese delle costruzioni»

Introdotto l’obbligo per le imprese di possedere un’attestazione Soa per operare nel mercato. Il presidente di Cna Corrarati: “Non è questa la strada giusta per contrastare il fenomeno delle frodi”.

TRENTO. La norma del Dl “Taglia prezzi”, approvato ieri dal Senato, che introduce l’obbligo per le imprese di possedere un’attestazione SOA per operare nel mercato dei bonus edilizi, “ha riportato nell’incertezza cittadini e imprese che ora si trovano in una giungla normativa nella quale hanno difficoltà a districarsi”.

“Come era prevedibile – afferma il presidente di CNA Trentino Alto Adige Claudio Corrarati - il solo annuncio dell’approvazione della norma ha nuovamente bloccato il mercato, dopo le ultime disposizioni che cercano di riattivare le cessioni dei crediti e hanno facilitato l’accesso al beneficio sino al 31 dicembre 2022 per le unità abitative unifamiliari. E’ iniziata la corsa alla ricerca di imprese in possesso di una qualunque delle attestazioni SOA che, peraltro, non rappresenta garanzia assoluta di qualificazione di un’impresa”.

La Confederazione regionale, come quella nazionale, esprime tutta l’amarezza per l’ennesimo stop ad una misura che evidentemente è stata messa sul percorso del declino. “Forse – afferma CNA - l’intenzione non dichiarata di chi ha promosso la norma è quella di introdurre una barriera di accesso alle opere di valore più elevato in favore di un piccolo numero di imprese certificate SOA (complessivamente 23.000, di cui solo circa 17.000 per le categorie interessate), a scapito delle quasi 500.000 imprese operanti nel comparto delle costruzioni, che costituiscono la vera ossatura del settore e rappresentano la prima risposta alle istanze dei cittadini”.