Agricoltura

Agricoltura, ecco il primo cassone riciclabile al 100 per cento

La prima passerella in Bassa Atesina. «Ispiratrice del design è una pianta rampicante, l’edera»

EGNA. Prima passerella per il nuovo cassone per mele “ivy”: ispirato dalla natura, definisce nuovi standard di handling, design e innovazione e rappresenta un importante contributo all’evoluzione sostenibile della logistica. La presentazione ha avuto luogo a Egna alla presenza dei più importanti rappresentanti del mondo melicolo regionale, di esperti della logistica della mela e di sostenibilità e con la partecipazione dei maggiori esponenti del mondo politico regionale, compresi anche l’assessore provinciale Arnold Schuler e il vicepresidente della Regione Giorgio Leonardi.

Daniele Scherbi si è soffermato sul sofisticato modello di economia circolare proposto: «Il nuovo cassone per le mele viene prodotto con Pehd (polietilene ad alta densità) destinato all’utilizzo per alimenti, che ha una durata prolungata nel tempo per poter poi essere ritirato – secondo i criteri dell’economia circolare, sottoposto a macinazione e riciclato al 100 per cento per la produzione di altri oggetti».

Il nuovo prodotto ha ottenuto il marchio “Plastica seconda Vita” dall’Ippr (Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo) che per primo, in Italia e in Europa, ha introdotto i concetti di qualità e tracciabilità.

I vantaggi del nuovo cassone per mele sono convincenti: grazie all’innovativo processo produttivo, il peso diminuisce del 20 per cento, il che facilita e migliora l’handling e contribuisce ad una maggior sicurezza sul lavoro; il calo di peso durante la produzione corrisponde a una riduzione di CO2 che raggiunge il 60 per cento e l’applicazione di un tag Rfid garantisce non soltanto la tracciabilità in ambito logistico, ma consente anche il monitoraggio dell’utilizzo del cassone evitando inoltre la necessità di ricorrere a un’etichetta stampata. La produzione di un cassone per mele con un processo ultramoderno e completamente digitalizzato di stampaggio a iniezione secondo il piano di transizione 4.0, richiede solamente 120 secondi.

Il clou dell’evento è stata la rivelazione “creativa” di “ivy” che è stata accompagnata da un balletto interpretato da Giulia Manica e Christian Balzamà di InDaCo (Independent Dance Company). La giornalista Anna Zangerle ha curato invece l’intrattenimento della serata.

«Ispiratrice del design di “ivy” è stata una pianta rampicante, l’edera. Abbiamo pensato ai cassoni impilati uno sull’altro, che con questo design e con questo colore trasmettono una nuova realtà che si inserisce perfettamente nel panorama», hanno concluso così Alex Terzariol ed Elisabetta Ripamonti di Mm Design. In inglese, “ivy” significa infatti “edera”.