Dillo al Trentino

«Tutti ammassati al concerto di Vasco, e a scuola ancora c’è l’obbligo di mascherina»

Una valanga di segnalazioni dopo la lettera della neomamma che faceva notare le incongruenze tra le misure al concerto e quelle sanitarie. Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

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TRENTO. Gli strascichi sul concerto di Vasco Rossi a Trento non accennano a diminuire. Se da una parte la maggioranza dei fan hanno “sopportato” i disagi per godere di uno spettacolo musicale atteso da troppo tempo dopo la pandemia e i conseguenti lockdown, ecco che dall’altra proprio le misure “libere” per il concerto di Vasco e i suoi oltre 100 mila sono nel mirino.

In particolare a dare il là alle polemiche è stata una segnalazione giunta a “Dillo al Trentino” da parte di Maria, giovane mamma che faceva notare con disappunto come al marito fosse negata la presenza in ospedale per più di due ore al giorno mentre al concerto di Vasco erano tutti assembrati.

Apriti cielo.

Nel giro di poche ore numerose mail arrivate a dilloaltrentino@giornaletrentino.it hanno spostato l’attenzione su un altro tema molto caldo in queste ultime ore: quello della proroga dell’obbligo di mascherina per gli studenti fino alla fine dell’anno scolastico. Un tema su cui è già intervenuto anche il Garante per i minori Fabio Biasi che aveva parlato di oltre 400 richieste per l’abolizione delle mascherine arrivate al suo ufficio.

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

Ecco le ultime mail arrivate.

Iniziamo da Giovanna: «Buongiorno, mi aggrego a questa mamma che nel suo momento più felice della sua vita deve stare lontano dal marito che grazie al loro amore è nata una nuova vita.

Vogliamo parlare dei bambini che vanno a scuola con questo caldo e ancora le mascherine addosso? 

Ma dov'è la sensibilità? Dov’è la coerenza? E come lo spieghi ai bambini che solo a scuola devono indossare le mascherine... ma perché? Sono stati i bambini i più penalizzati in tutto questo periodo, sono i bambini che hanno sofferto in silenzio sempre senza dire nulla accettando le regole meglio di tutti pur di trovare uno spiraglio di libertà.

E chi meglio della scuola con le amicizie scolastiche può fare divertire e crescere un bambino?

Grazie ai loro grandi occhi anche con le mascherine addosso hanno imparato riconoscere il linguaggio del non verbale, hanno imparato a capire se il suo amichetto è triste, felice, o impaurito. Nel loro silenzio hanno saputo portare a testa alta questa situazione difficile senza mai lamentarsi. Ora io come genitore, come mamma, grido “basta! a questa incoerenza, lasciate liberi questi bambini, vogliamo rivedere i loro sorrisi anche a scuola».

Scrive Evelyn: «Buongiorno, condivido l’articolo “In 120mila senza mascherina al concerto di Vasco ma mio marito è potuto stare con me e nostro figlio appena nato solo due ore. Dov'è il senso?”. E qual è il senso che i bambini a scuola debbano ancora la mascherina?  Perché? Io, come altre mamme, a causa dei protocolli Covid ospedalieri stiamo valutando di optare per il parto in strutture alternative (ad esempio Casa Materna) o in casa. Perché toglierci il diritto di essere accompagnate in questo momento così magico e delicato? Perché negare al padre di godersi fin dalla nascita il nuovo arrivato e di supportare la madre? Perché non dare il giusto peso al momento della nascita? Perché considerare il parto e post-parto come qualcosa a cui non dare valore? La mamma ed il bambino dopo pochi giorni saranno comunque in contatto con il papà. Quale il senso di questi protocolli? Non sarebbe più umano e rispettoso della donna e del nuovo nato prevedere l’obbligo di Fffp2 per il papà e tampone rapido all’ingresso in ospedale?».

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Scrive Lia: «Gentile Maria, sono d'accordo con lei quando pone la domanda: Vasco si, maternità a ore. Purtroppo siamo pieni di queste incongruenze in Italia e spetta a noi tutti cambiare immagine e contenuti con una sana e necessaria azione. Spero presto di votare, nel frattempo seguo i "contenuti" degli attuali politici.  Le porgo le mie congratulazioni per bellissimo evento».

Ed ecco Mirna: «Al centro commerciale, in discoteca, ai concerti, festeggiamenti dello scudetto, ristorante e al bar tutti senza mascherina ma sui banchi di scuola è obbligatoria! Questa è scienza? È una tortura e un ingiustizia per i più giovani (e che rischiano anche di meno) di nuovo!! Che qualcuno faccia qualcosa...».

Infine Cinzia: «Buongiorno, concordo pienamente con quello che ha scritto Maria, è una vergogna! Prima di tutto bisogna ancora proteggersi in luoghi affollati in quanto il virus circola ancora (e se non c'era affollamento con 120mila persone...) e secondo non sappiamo dare valore alla vita, si danno più valore alle cose futili! La nascita di un bimbo/bimba per i genitori è la giornata più importante della loro vita e a volte purtroppo con non poche complicazioni (spero non sia il caso di Maria) e non lasciare il marito con la mascherina a fianco della moglie o con il piccolo è una vergogna! La stessa cosa purtroppo succede quando qualche tuo caro deve subire un'operazione e nessuno può attendere l'esito in ospedale o prestagli le prime cure post operazione. Stai a casa ad attendere ore ed ore che non passano più in attesa che qualcuno (con molta calma) ti faccia sapere qualcosa! Pazzesco! In che mondo siamo finiti!».

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