Dillo al Trentino

Lizzana e l’impianto di cogenerazione: «Caldo e odori nauseabondi, dormire è praticamente impossibile»

La segnalazione: «Se si aprono le finestre di notte per cercare un po’ di refrigerio entra un tanfo ammorbante. Politici, battete un colpo». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it

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ROVERETO. Come cercare un po’ di refrigerio notturno in queste giornate di caldo record che non dà tregua? Aprendo le finestre di casa e sperando che giri un po’ di corrente d’aria che si trasformi in leggera brezza che possa conciliare il sonno.

Ma se vicino a casa c’è uno stabilimento industriale che porta dentro casa, oltre alla brezza, anche un tanfo per nulla piacevole ecco che queste notti caldissime rischiano di trasformarsi in un incubo.

Ne sanno qualcosa gli abitanti della parte più a sud di Lizzana, a Rovereto.

Uno dei residenti, Luca, ha scritto una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it per raccontare quello che sta succedendo in questi giorni accaldati.

Ma ecco cosa scrive Luca: «Rovereto in queste settimane svetta in testa nelle classifiche delle temperature più elevate registrate nella nostra provincia; e la frazione di Lizzana non fa eccezione. Ormai sono settimane che le temperature massime stazionano stabilmente oltre i 33 / 35 gradi e soltanto le ore notturne e del primo mattino consentono un minimo ricambio d’aria e un qualche refrigerio.

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Peccato che Lizzana, oltre a queste temperature da sauna costante, debba convivere ormai da oltre 10 anni con l’impianto di cogenerazione e di essiccamento dei fanghi residui della produzione industriale messo in funzione in corso Verona 165 dall’allora Sandoz e gestito attualmente dalla subentrata Suanfarma.

Impianto che, nonostante i tanto sbandierati proclami dei vertici dello stabilimento e dalle istituzioni pubbliche deputate al controllo dell'ambiente, continua a rilasciare in atmosfera odori nauseabondi (puzza caratterizzata da un misto di fogna e fanghi industriali) che raggiungono le abitazioni in ogni ora del giorno.

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In queste settimane, anche la notte, quando i residenti cercano un minimo di conforto aprendo porte e finestre alla ricerca di un minimo refrigerio quello che entra nelle abitazioni non è una brezza leggera e rinfrescante ma questo tanfo ammorbante che sveglia le persone ed impregna i locali e che rende difficile anche il solo riprendere il sonno.

Assessori all’ambiente della Provincia e del Comune di Rovereto, se ci siete, per cortesia... battete un colpo», conclude sconsolato Luca.

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