Dillo al Trentino

«Dovevo solo consegnare un piccolo pacco alle Poste: ci ho messo 42 minuti»

La segnalazione: «Negli sportelli multiuso succede di tutto, e gli addetti provano pure a venderti qualsiasi cosa». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it

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TRENTO. Non passa quasi giorno senza che a “Dillo al Trentino” non arrivi una lamentela circa la situazione delle Poste, soprattutto per via della corrispondenza urgente lasciata nella cassetta postale delle case senza nemmeno suonare il campanello con conseguente avviso di consegna, che obbliga poi a dover andare a ricevere il pacco in ufficio.

Ma tra i disagi di chi deve usare i servizi postali non mancano certo quelli sui tempi di consegna della corrispondenza e anche sui tempi d’attesa agli sportelli negli uffici postali.

Mattia ha inviato una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it per raccontare la sua esperienza alla sede centrale di Trento, che per antonomasia dovrebbe essere quella meglio organizzata e più efficiente nel suo lavoro. Ebbene, Mattia ci racconta della sua odissea per consegnare un piccolo pacco da inviare ad Ala: 42 minuti di attesa, praticamente il tempo che ci avrebbe messo a portare direttamente il pacco in bassa Vallagarina.

Ma ecco cosa scrive Mattia: «Buongiorno. Conoscendo le difficoltà recenti di Poste Italiane evito se possibile di usare i loro servizi perché, oltre a non consegnare le raccomandate con la "finta citofonata", entrare in uno sportello può sempre riservare delle sorprese.

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

Dopo avere venduto online del materiale informatico, ho dovuto affidarmi a Poste Italiane, non per mia scelta, per la spedizione e quindi, armato di pazienza, viveri e buona volontà mi sono recato in piazza Vittoria all'ufficio Centrale di Poste Italiane anche perché il mio a 50 metri da casa chiude da due anni alle 13,25.

Al totem ad ingresso salone, dove già stazionavano una ventina di persone, ho cliccato sull'opzione "pacco" e mi sono accomodato. L'orario riportato sulla mia ricevuta di prenotazione era 14.07.

Il grande display mi avvisava che davanti a me erano in coda sette persone.

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Beh la prima cliente si sbrigava in un paio di minuti ma poi l'algoritmo postale privilegiava raccomandate & affini infilando ogni tanto consegna o ricezione pacchi (troppo complicato dedicare uno sportello alla bisogna!).

Per non tediarvi oltre vi segnalo i 37 minuti allo sportello di una signora che insisteva a fare delle operazioni senza documentazione necessaria (ma la veciota no la ghe vede e la g’ha mal de schena alora vegno mi... senza delega però).

Poi uno straniero leggermente alterato che insisteva nel prelevare un pacco senza documento d'identità e la classica tentata vendita da parte dei quattro (4) sportellisti di mercanzia varia partendo dalla Sim super conveniente per finire all'assicurazione “dai prezzi super ribassati”.

Nell'assoluto Far west non poteva mancare anche la siora del "za che son qua" che partendo da una raccomandata da spedire è passata ad un versamento sul suo conto corrente postale per finire con il pagamento di due bollettini postale “per me fiola che no la g’ha mai temp”. Il tutto ad alta voce condividendo con tutti gli astanti il suo operato.

Dopo 42 minuti, sì quarantadue minuti, sono riuscito a guadagnare lo sportello per spedire il mio piccolo pacco che per la cronaca era diretto ad Ala. Ripensandoci bene con lo scooter ci avrei messo qualche minuto in più ma “za che ero lì” in piazza Vittoria ho voluto ancora una volta postalmente autopunirmi», conclude Mattia.

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