Dillo al Trentino

«A Pergine è cambiato il conferimento dei rifiuti: ora è un disastro»

La segnalazione: «Ci obbligano a mettere un bidone in casa per gli imballaggi leggeri, ma chi non ha spazio? E al Crm le code si moltiplicano». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it

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PERGINE. Quando ci sono dei cambiamenti nei nostri “gesti quotidiani”, qualche ripercussione c’è. Le novità spaventano, o quantomeno comportano del tempo per la loro assimilazione.

Quando però si tocca un “gesto quotidiano” non tanto amato ma comunque da affrontare con spirito civico come quello del conferimento dei rifiuti, ecco che il cambiamento può portare problemi.

Ne sa qualcosa Chiara, che ha scritto una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it per raccontare la situazione che si è venuta a creare a Pergine.

Ecco cosa scrive Chiara: «Caro Trentino, ormai è passato qualche giorno da quando Amambiente, che gestisce i rifiuti nella Valsugana, ha rimosso dei contenitori dove i cittadini potevano conferire gli imballaggi leggeri, ovviamente pagando ogni scarico con il supporto della chiavetta elettronica. In cambio hanno obbligato i cittadini a portarsi un bidone grande in casa e spostarlo nel punto di raccolta due volte al mese.

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Iniziamo dal fatto che i contenitori stradali erano in acciaio, i nuovi sono in plastica. Alla faccia della politica di riduzione dei rifiuti in plastica, tutta la zona dovrebbe essere letteralmente inondata di bidoni di plastica.

Qualcuno in Amambiente l'ha pensata bene. Con tanto di appalto si sono portati sul territorio migliaia di contenitori, basta uno sguardo sul piazzale dell'azienda. Qualcuno ha fatto davvero un buon affare vendendoli al Comune.

Ma hanno pensato a chi non può gestire i rifiuti portandosi il bidone in casa? Chi non ha posto in casa, chi non è in condizione di trascinarselo anche centinaia di metri per il punto di raccolta?

Certo! Basta andare al Crm. Se prima uno poteva prendere il sacchetto e andare a buttarlo nel bidone in qualsiasi orario, ora lo stesso sacchetto deve caricarselo in macchina e portarlo nel Crm, aperto tre volte per mezza giornata e tre volte con pausa pranzo con gli orari impossibili per chi lavora.

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Ancora con i bidoni degli imballaggi leggeri disponibili per tutti, negli orari di apertura a Pergine in via dell'Industria si creavano code con tanto di disagio al traffico, non parliamo di tutto quello che scaricano le macchine che stanno in coda con il motore acceso.

Ora al Crm devono recarsi altri utenti, costretti a conferire gli imballaggi leggeri direttamente, ma Amambiente non ha intenzione di modificare gli orari, informazione confermata al telefono direttamente da un loro addetto.

Ai cittadini è stato tolto il servizio, già a pagamento, l'alternativa offerta è possibile solo a chi possiede una casa, eventualmente non lavora per poter andare al Crm in base alla giornata, dopo le 8 o prima delle 18.30. Poi non contiamo il tempo che uno deve dedicare per stare in coda. Ovviamente c’è chi dirà che ci sono i momenti in cui non c'è nessuno, ma chi lavora può accedere solo negli orari di punta.

Come alternativa uno può mettersi un bidone con il logo Amambiente in salotto.

Prima per conferire gli imballaggi ci voleva un minuto, più una passeggiata perché già le isole erano ridotte negli anni, ora bisogna prendere la macchina e tentare la fortuna, l'ultima volta ci ho messo 25 minuti.

Chi ha progettato questa modifica è chi ha firmato l'esecuzione del progetto aveva considerato i bisogni dei cittadini? Hanno immaginato come cambia la quotidianità delle persone? Non tutti hanno intenzione di perdere tempo e non tutti possono farlo e questo si vede già: dove prima c'erano le "campane" per la raccolta degli imballaggi leggeri, ora ci sono i sacchetti abbandonati.

Adesso Amambiente e il Comune usciranno con “punizioni severi agli incivili”, ma non vengono incontro ai cittadini fornendo servizi innovativi, come le presse gratuite per ridurre il volume oppure le macchinette per conferire le bottiglie e il Tetrapack con il rimborso simbolico, non offriranno lo spazio sul suolo comunale per i bidoni personali, e continueranno a passare solo nei punti di raccolta prestabiliti, spesso lontani.

Non sarebbe più semplice per tutti la raccolta porta a porta?

I negozi del paese continuano a vendere le bibite in plastica monouso e in Tetrapack, le fragole, i funghi e migliaia di altri articoli nelle vaschette di plastica.

Ai cittadini viene solo tolto: spazio in casa (bidoni) e tempo (recarsi al Crm), ma le alternative ci sono, basta smettere di pensare solo ai profitti. La tariffa rifiuti è una tassa, deve rendere ai cittadini, non esclusivamente all'azienda che li gestisce», conclude Chiara.

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