LA GUIDA

Da San Candido a Tarvisio: emozioni della traversata carnica

Un'affascinante alta via sulle cime fra Italia e Austria, con partenza in Alto Adige e arrivo in provincia di Udine, ora descritta anche dalle nuove pagine a cura di Davide Barducci, Marco Pascolino e Angelo Sinuello

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Una nuova guida invita a scoprire la traversata Carnica/Karnischer Höhenweg da San Candido (Bolzano) a Tarvisio (Udicine), lungo i crinali di confine.

Un'alta via di grande fascino, sulle Alpi Orientali, fra le bellezze naturalistiche e le testimonianze storiche con trincee italiane e austriache e altri segni della tragica Prima guerra mondiale.

Il volume (184 pagine, 26,50 euro) è stato dato aslle stampe il mese scorso dalla libreria editrice di Udine Odos.

«Le tappe - spiega l'editore - sono descritte con rigore e passione e ogni sezione è accompagnata da approfondimenti storici, culturali e naturalistici. Ciascun itinerario è corredato da cartografia dettagliata e tracce gps.

I tre autori sono Davide Barducci, Marco Pascolino e Angelo Sinuello, che hanno già scritto anche la trilogia delle guide escursionistiche dedicate alle Alpi e Prealpi Giulie, Alpi Carniche e Dolomiti Friulane.

Il percorso completo è di 180 chilometri (una dozzina di tappe in rifugio), atleticamente e tecnicamente molto impegnativo, con difficoltà E, EE e EEA (mulattiere, sentieri e tratti di via ferrata che però si possono bypassare con delle varianti). Necessarie quindi esperienza di alta montagna e preparazione fisica adeguata.

Alla traversata Carnica/Karnischer Höhenweg è dedicato anche un utile sito Web nel quale si offrono molte informazioni preziose, con dettagli tappa per tappe, in un percorso in questo caso che ha scelto il tratto da Sesto sul monte Elmo a Coccau di Sotto (Tarvisio), circa 160 chilometri da fare in nove tappe giornaliere con pernottamento sempre in rifugio e un dislivello totale in salita di circa a 9.000 metri e in discesa di 10.000 metri.

Un percorso, si legge nel sito, che «permette un trekking quasi sempre in cresta rimanendo la maggior parte del tempo quasi sempre sopra i 1.600 metri di altezza perciò senza vegetazione regalando così all’escursionista un’incredibile vista a perdita d’occhio sulle vallate italiane e austriache sottostanti».