Zortèa, biografia di una comunità di testimoni di Geova trentini
A "Mese Montagna", a Vezzano, mercoledì 12 novembre, lo storico Diego Leoni presenta il suo nuovo volume dedicato a una storia di intolleranza politico-religiosa, vissuta nella valle trentina del Vanói, nel periodo 1919-1945
RASSEGNA Protagonisti come Barmasse e Meroi in valle dei Laghi
Si intitola «Zortèa. Biografia di una comunità di testimoni di Geova trentini. Valle del Vanói, 1919-1945» il libro del noto storico Diego Leoni (La Grafica, Mori 2024) che sarà presentato alla presenza del'autore nell'ambito della rassegna "Mese Montagna", a Vezzano.
Il volume, finalista del premio Itas del Libro di montagna, sarà protagonista mercoledì 12 novembre 2025, alle 20.30, al teatro Valle dei Laghi, in una serata che sarà moderata da Enrico Cereghini.
In questo suo nuovo libro (dopo La guerra verticale, Einaudi 2015), Diego Leoni ritorna su quelle montagne, che la Prima guerra mondiale aveva straziato, per ricostruire e raccontare un’altra guerra, figliata dalla prima, ma di religione.
La storia inizia alla metà degli anni Trenta con il formarsi e l’affermarsi di una piccola comunità di testimoni di Geova in una sperduta valle del Trentino orientale, ai confini con il Veneto, il Vanói.
In quel tempo, un emigrante di ritorno dal Belgio portò a Zortèa, la frazione più alta di quel comprensorio montano (m. 1.070), la Bibbia in traduzione italiana (Diodati) e la stampa dei Testimoni, iniziando la sua opera di proselitismo: di ispirazione profetico-messianica, iconoclasta e pacifista.
Divenuta in breve numerosa, la comunità, non riconosciuta e costretta in una sorta di clandestinità, dovette subire tutte le ingiurie e le violenze di cui furono capaci, allora, la curia, il fascismo, le forze dell’ordine.
Una delle tante storie di intolleranza politico-religiosa che costellarono quell’infausto ventennio.
L'AUTORE - Diego Leoni (Rovereto, 1949), insegnante e storico roveretano, è stato tra i fondatori e poi coordinatore per più di trent’anni del Laboratorio di storia di Rovereto. Si è occupato, e si occupa, di memorialistica, cinema e fotografia; delle due guerre mondiali; di storia del lavoro, di montagna.
Fra le tante sue opere, La grande guerra. Esperienza memoria immagini (con C. Zadra, Il Mulino, 1985); La guerra verticale. Uomini animali e macchine sul fronte di montagna 1915-1918 (Einaudi, 2015), che ha vinto il Premio Itas, il Premio MarioRigoni Stern e Leggimontagna di Tolmezzo.
Per il cinema ha collaborato, tra gli altri, con Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi per la Trilogia sulla Prima Guerra Mondiale (1995-2004).