PROPOSTE

Sport e montagna in mostra: percorso «olimpico» nella storia

Da Castel Pergine al palazzo delle Albere, dalla val di Fassa al Mart, dal Muse alle Gallerie e oltre: viaggi tra opere d’arte, attrezzi, emozioni a cinque cerchi nelle menti degli atleti

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FABRIZIO TORCHIO


L’inverno in opere d’arte e manufatti dal Rinascimento all’Ottocento. Gli attrezzi di lavoro di un tempo rinati nella società del turismo. Gli sport bianchi - e non solo - nelle immagini di grandi fotografi. Emozioni olimpiche nelle menti degli atleti. E ancora, il rapporto fra arte e sport con cimeli e attrezzi. 

E poi, lo sport come «palestra di cittadinanza», la nascita dello sci sotto Castel Pergine, la storia sociale dello sci, i corpi e la loro energia nelle creazioni di un’artista, la scienza e la tecnica applicate agli allenamenti…

Accanto alle sfide olimpiche di questi giorni, i multiformi aspetti dello sport danno vita ad oltre una dozzina di mostre, approfondimenti, eventi e spettacoli sul territorio.

Riepiloghiamo qui i più significativi iniziando da Trento dove, fino al 15 marzo prossimo, al Castello del Buonconsiglio è visitabile l’esposizione «Paesaggi, allegorie e vita quotidiana», viaggio nell’inverno attraverso 50 opere a partire dal mese di gennaio raffigurato nella Torre dell’Aquila. Fra le creazioni in mostra, l’Adorazione dei Magi nella Neve di Pieter Bruegel il Giovane; incisioni allegoriche di Giulio Romano, Johann Sadeleer, Antonio Tempesta; porcellane di Meissen, l’inverno dipinto dai lombardi Pietro Bellotti, Giacomo Ceruti, Antonio Cifrondi; i divertimenti sulle neve e sul ghiaccio nell’arte fiamminga e olandese (Jan Wildens, Barent Avercamp), slitte, scaldini, paesaggi bianchi (Marco Ricci, Francesco Fidanza, Luigi Casali).

Al palazzo delle Albere, fino al 15 marzo, il gesto atletico e le emozioni dello sport «vivono» nelle immagini della mostra «In vista dello scatto», con le fotografie magistrali dei fratelli Pedrotti e di altri artisti fra sci, pattinaggio, rappresentazione culturale dello sport.

La mostra è collegata a un video mapping sulle vele del Muse dove l’esposizione «Oltre il traguardo. La scienza che muove lo sport» è in programma fino al 27 settembre: presentazioni interattive, attrezzature, test di ricerca, un piccolo campo da sitting volley e una pista da floor curling aiutano a comprendere la preparazione ad una gara olimpica, gli studi e le ricerche della scienza.

Negli spazi di Le Gallerie, la Fondazione Museo Storico del Trentino completa il progetto «Anelli di congiunzione» (nella foto sopra, in un combo con un'immagine dall'esposizione del Muse) nel terzo capitolo sulle emozioni nei giochi a cinque cerchi: si «entra» nelle menti degli atleti dall’attesa alla gara e al dopo con uno spazio immersivo, postazioni interattive, monitor, proiezioni, focus scientifici, storici e divulgativi.

In ambito storico, fino a primavera, «Oltre la tregua. I Forti del Trentino» è un circuito per la promozione della pace e dell'inclusione con un ciclo di appuntamenti nelle fortezze ispirati alla Tregua olimpica: reading teatrali, trekking, incontri con esperti, racconti.

Al Mart di Rovereto la rappresentazione dello sport nell'arte, con «Le sfide del corpo», esposizione con oltre 350 opere, oggetti e cimeli: otto sezioni a tema dalle origini al freddo (attraverso corpo a corpo, in squadra, Oltre il limite, Nell'acqua, Corpi volanti/corpi danzanti, Corriere). Opere d'arte, documenti, oggetti, trofei, fotografie, illustrazioni, pubblicità. In mostra anche le biciclette di Gino Bartali, Fausto Coppi, Gastone Nencini, Francesco Moser; costumi (fino al 22 marzo).

Al METS di San Michele all'Adige, fino al 31 marzo, c'è la mostra «Attrezzi. Dal lavoro al sogno sportivo», che documenta la trasformazione in attrezzi di sport e svago di strumenti di lavoro di un tempo come slitte, ciaspole e sci. Oggetti di fine Ottocento, foto, filmati e installazioni multimediali danno vita ad un percorso che conduce negli ambienti invernali delle Alpi.

Castel Pergine, fino al 26 aprile, ospita invece «Neve e ospitalità. Turismo e sciolti all'ombra di Castel Pergine», esposizione che illustra un tempio e i modi della nascita dello sci in Valsugana, con i primi tentativi proprio sulle "rive del castello", scrivono gli organizzatori, ma è anche un'occasione per illustrare attraverso documenti inediti dell'epoca una delle prime esperienze imprenditoriali alberghiere: quella di Burg Persen».

Sono esposte, oltre agli oggetti, opere degli artisti Gianluigi Rocca, Tomaso Marcolla e Edoardo Orrasch.

Ed è ancora l'arte - nelle creazioni dell'artista multidisciplinare Marinella Senatore - la voce della mostra allestita fino al 6 aprile al Museo d'arte contemporanea di Cavalese, «There is so much we can learn from the sun», titolo di un collage in nove elementi nato da un lavoro con la comunità. Protagonisti dell'esposizione sono i corpi: quello dell'artista in due autoritratti, altri in tele, sculture luminose e altre realizzazioni.

In valle di Fassa, al Museo Ladino a San Giovanni (San Jan) fino al 6 aprile si può visitare la mostra «Il pendito bianco. La storia sociale dello sci», dal titolo del volume di graphic novel di Manuel Riz. L'esposizione permette di ripercorrere la storia dello sci e l'evoluzione del rapporto fra uomo e montagna non solo attraverso le tavole di Riz, ma anche con oggetti e cimeli del Museo e di collezioni private.

A Cles, in val di Non, fino al 3 maggio a palazzo Assessorile la disabilità viene raccontata attraverso opere pittoriche, scultore e fotografiche nella mostra, che riprende un verso di Rilke, «Lascia che tutto ti accada», con lavori di Andrea Bianco, Matteo Boato, Livio Conta, Giorgio Conta, Mauro Larcher, Tomaso Marcolla, Marcello Nebi, Mauro Pancheri, Federico Seppi, Pietro Weber, Ivan Zanon. Arte metafonda dei limiti, invito a non arrendersi.

A Pieve Tesino, infine, dal luglio scorso la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi propone «Allenare la democrazia», progetto «Per riflettere in forme diverse sui valori più profondi che accomunano sport e democrazia». Agosto degasperiano, il percorso di educazione civica che dà il nome al progetto, la rete di tre escursioni nei luoghi della memoria dello statista (I Sentieri di Alcide): Tesino, Val di Sella, Val di Fiemme.













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