Narratori di montagna ad Andalo: dialogo con Matteo Righetto
Giovedì 4 dicembre, in Biblioteca, sarà ospite il noto scrittore dolomitico, una delle voci contemporanee più apprezzate per i racconti sulla natura e le terre alte: filo conduttore i suoi due libri più recenti, "Il richiamo della montagna. Pensieri di un cuore alpino" e “La strada verso casa”
LIBRO Matteo Righetto e la montagna come rifugio dell'anima
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Nell'ambito del calendario di 30inRete, eventi a celebrazione del trentesimo anniversario della fondazione di Biblioteche della Paganella, è in programma un incontro con lo scrittore Matteo Righetto.
L'iniziativa si terrà nella sede centrale di Andalo, giovedì 4 dicembre, alle 17, ingresso libero: Righetto, una delle firme più note della narrativa italiana di montagna contemporanea, attualmente è in libreria con due produzioni letterarie recenti, "Il richiamo della montagna. Pensieri di un cuore alpino" (Feltrinelli) e “La strada verso casa” (Rizzoli).
Lo scrittore, che vive sulle Dolomiti Bellunesi, dialogherà con il bibliotecario Matteo Paissan.
Nel volume "Il richiamo della montagna", lo scrittore mette al centro l’idea di “selvatico” che Matteo Righetto pone al centro delle sue riflessioni: il richiamo che ognuno di noi sente per un tempo in cui gli uomini non erano addomesticati e non avevano ancora sottomesso e domato la Terra.
Come vivevano un tempo le persone in questi luoghi solo in apparenza inospitali? E come possiamo tornare a instaurare con la natura dei monti, e lo spirito che vi abita, un rapporto di reciproco beneficio e non più di sfruttamento?
Il richiamo della montagna non è semplicemente una narrazione della natura, ma una celebrazione della simbiosi tra l’uomo e l’ambiente.
La rivoluzione culturale più profonda, radicalmente ecologista, deve affondare le radici nella spiritualità della montagna, ovvero della natura tutta, e Righetto, con lo stile di una prosa filosofica, ci sprona a ritrovare la nostra umanità, ad ascoltare il richiamo della natura e a riconoscere il valore inestimabile dell’esperienza del camminare e dell’immergersi nei paesaggi montani.
Il libro “La strada verso casa”, spiega l'editore, ci conduce in un viaggio intimo e autobiografico alla scoperta del legame profondo con la montagna, vista non solo come luogo fisico ma come rifugio dell'anima e simbolo di appartenenza.
Fin dai suoi primi passi, l'autore ha sentito il richiamo irresistibile dei boschi ombrosi, delle vette maestose e dei sentieri che sembrano condurre verso l'infinito. Questo libro racconta di come la montagna sia il suo "amore a prima vita", diventando una presenza costante e un luogo di crescita, introspezione e scoperta.
Ogni capitolo esplora un aspetto unico di questo mondo: l'intimità dei boschi, la maestosità delle pareti rocciose, il ritmo semplice e genuino della vita di chi abita tra le montagne.
Accompagnato da fotografie e mappe che tracciano i percorsi e i luoghi più cari all'autore, il libro invita il lettore a immergersi in un mondo dove la natura e l'uomo si incontrano in perfetta armonia.
Lo stesso Righetto proprio in questo periodo è impegnato nella realizzazione di un documentario, con il regista Marco Zuin, dedicato a una riflessione sul presente e il domani delle montagna: "Per silenzio e vento", che si gira fra le Dolomiti Bellunesi, il Trentino- Alto Adige e le Alpi occidentali.
Righetto ha esordito con Savana Padana (TEA, 2012), seguito dai romanzi La pelle dell’orso (Guanda, 2013), da cui è stato tratto un film con Marco Paolini, Apri gli occhi (TEA, 2016, vincitore del Premio della Montagna Cortina d’Ampezzo; Feltrinelli UE, 2024) e Dove porta la neve (TEA, 2017).
Per Mondadori ha scritto la “Trilogia della Patria” – che comprende i romanzi L’anima della frontiera (2017), L’ultima patria (2018), La terra promessa (2019) – e, insieme a Mauro Corona, il “sillabario alpino” Il passo del vento (2019). La sua trilogia è diventata un caso letterario internazionale con traduzioni in molti Paesi, tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia, Germania, Olanda.
Per Feltrinelli ha pubblicato I prati dopo di noi (2020), La stanza delle mele (2022), Il sentiero selvatico (2024) e Il richiamo della montagna (2025). Per il teatro ha scritto Da qui alla Luna, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto.
Nel 2019 ha ricevuto il Premio Speciale Dolomiti Unesco. Nel 2024 gli è stato assegnato a Belluno il Pelmo d’Oro, Premio Internazionale Dolomiti Unesco. È Presidente della Sez. Livinallongo-Colle Santa Lucia del Club alpino italiano.