L'esodo forzato dei trentini in Boemia nel racconto di Dario Colombo
Lo scrittore e giornalista completa la trilogia dedicata ai fatti drammatici alla vigilia della Prima guerra mondiale: in libreria dal 29 aprile il romanzo "L’ultimo treno". La storia arriva all'epilogo più doloroso: il Trentino è diventato italiano, ma gli ex sudditi dell’Impero austro-ungarico si ritrovano improvvisamente stranieri in casa propria, guardati con sospetto...
Dopo Boemia e Montagne nere, Dario Colombo conclude la sua trilogia sull’esodo forzato in Boemia delle popolazioni delle valli del Trentino che avvenne alla vigilia dello scoppio della Prima guerra mondiale: arriva in libreria il 29 aprile il romanzo L’ultimo treno. Il viaggio finale del popolo trentino sullo sfondo di una nazione martoriata dal fascismo, pubblicato dalle edizioni Minerva (320 pagine, 20 euro).
«Il romanzo - spiega l'editore - chiude il percorso narrativo iniziato con la partenza forzata di migliaia di donne, bambini e anziani che all’epoca abitavano al confine con l’Italia verso una provincia lontana dell’Impero austro-ungarico.
Dopo il racconto del loro difficile adattamento alla vita lontano da casa e del loro ritorno in una terra devastata, con L’ultimo treno, la storia arriva al suo epilogo: quello più doloroso, ma anche più necessario. Siamo nel primo dopoguerra. Il Trentino è diventato ufficialmente italiano, ma per chi lo abita la pace non coincide con la fine delle difficoltà.
Gli ex sudditi dell’Impero austro-ungarico si ritrovano improvvisamente stranieri in casa propria, guardati con sospetto e spesso trattati come nemici.
Le promesse di ricostruzione tardano ad arrivare, il lavoro manca, la burocrazia soffoca ogni tentativo di ripartenza. È in questo contesto che prende forma un nuovo esodo: quello definitivo.
Migliaia di persone sono costrette a lasciare ancora una volta le proprie case, salendo su un ultimo treno verso un futuro incerto, tra Francia, Svizzera, Belgio, America e le grandi città del Nord Italia.
Con una scrittura intensa e profondamente documentata, Colombo intreccia vicende della sua famiglia e grandi eventi storici, restituendo il punto di vista di chi la storia l’ha subita.
I personaggi – tra cui Cecilia, figura centrale della saga – si muovono in un mondo segnato da scelte difficili, identità in bilico e relazioni messe alla prova dai cambiamenti politici e sociali. Ne emerge un racconto corale che non indulge nella retorica, ma si concentra sulla dimensione umana di una comunità sospesa tra appartenenza e rifiuto.
Con L’ultimo treno, Colombo completa un progetto narrativo ambizioso che ha l’obiettivo di riportare alla luce una storia rimasta a lungo ai margini del racconto nazionale.
Come già evidenziato dalla critica nei volumi precedenti, la trilogia evita ogni facile irredentismo e si configura piuttosto come il racconto di una “antiepopea”, quella di un piccolo popolo travolto dagli eventi.
Il risultato è un’opera che unisce rigore storico e capacità narrativa, offrendo al lettore una prospettiva nuova su un passaggio cruciale della storia italiana.
L’ultimo treno non è solo la conclusione di un percorso narrativo, ma anche un invito a riflettere sul presente. Attraverso la storia di chi ha dovuto lasciare tutto per ricominciare altrove, il romanzo parla infatti di identità, migrazione e appartenenza, temi più che mai attuali. Un libro che chiude un racconto, ma apre una domanda: cosa significa davvero sentirsi a casa?», conclude la presentazione.
L’AUTORE
Dario Colombo giornalista e scrittore, ha lavorato per i più importanti quotidiani, periodici, radio e televisioni nazionali, è stato per quattro anni direttore della testata giornalistica di “Tele+” prima che questa diventasse l’attuale Sky.
Grande appassionato di montagna e di storia della Prima guerra mondiale, su questo tema ha scritto numerosi volumi, realizzato film-documentari e lavori teatrali. L’ultimo treno è il volume conclusivo della trilogia inaugurata con Boemia (2023) e Montagne nere (2024), vincitore del premio letterario internazionale Latisana per il Nord-Est, sezione narrativa 2025.