Il premio WARS al fotografo Antoni Lallican, ucciso sei mesi fa in Ucraina
Assegnato alla memoria il riconoscimento dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, per il progetto "The Russian Offensive in the Donbas", un lavoro che documenta oltre quattro anni di guerra attraverso la vita quotidiana di civili e militari. Le foto, assieme a quelle degli altri finalisti, saranno esposte nella mostra "Wars. La guerra. La pace", alle Gallerie di Piedicastello
Il fotografo Antoni Lallican vince la quarta edizione di WARS, premio fotografico dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo. Il riconoscimento è assegnato alla memoria: Lallican è stato ucciso il 3 ottobre 2025 nei pressi di Kramatorsk in Ucraina mentre stava documentando il conflitto (nelle foto di questa pagina, due suoi lavori).
Il premio è stato assegnato al progetto The Russian Offensive in the Donbas, un lavoro che documenta oltre quattro anni di guerra nell’Ucraina orientale attraverso la vita quotidiana di civili e militari.
Le sue opere, assieme a quelle degli altri finalisti, entreranno a far parte della mostra WARS. La guerra. La pace, allestita alle Gallerie di Trento, che aprirà nei prossimi giorni e sarà poi visitabile fino al 28 giugno.
«Siamo particolarmente onorati di poter consegnare questo premio ad Antoni», ha dichiarato il noto fotoreporter Fabio Bucciarelli, direttore artistico del concorso. «È in linea con la filosofia di WARS, che sostiene i fotografi freelance impegnati nelle zone di conflitto che mettono a rischio la propria vita per il giornalismo. Con Antoni ci conoscevamo, non a fondo, ma a sufficienza per condividere la passione e la missione che questo lavoro rappresenta. Questo riconoscimento vuole essere un piccolo omaggio al suo nome, alla sua famiglia e soprattutto alla sua fotografia, che merita un rilievo internazionale».
Accanto al vincitore, la giuria ha selezionato come finalisti Ivor Prickett, con il progetto The Battle to Control Sudan, e Valentina Sinis, autrice di Were Afghan Women to Unveil Their Tales.
La giuria internazionale ha sottolineato il valore documentario e umano dei lavori selezionati.
Il fotografo Nicolò Filippo Rosso ha evidenziato come queste immagini “obblighino a guardare senza distanza l’impatto della guerra”, restituendone le conseguenze nei corpi, nei volti e nei luoghi devastati.
Diego Ibarra Sánchez ha definito WARS “una presa di posizione”, un impegno verso un fotogiornalismo “diretto, viscerale e necessario”, capace di contrastare la disinformazione.
Carol Koerting ha infine sottolineato la complessità del processo di selezione, fondato sull’equilibrio tra qualità fotografica e forza narrativa, evidenziando come molti lavori riescano a raccontare non solo la violenza della guerra, ma anche il suo impatto sulla vita quotidiana.
Le opere selezionate testimoniano una fotografia che non si limita a registrare gli eventi, ma contribuisce a costruire memoria e consapevolezza.
Il premio WARS si conferma così uno spazio fondamentale per dare voce a chi documenta, spesso a rischio della propria vita, le conseguenze dei conflitti contemporanei.
Il premio WARS è promosso dall’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, in collaborazione con la fondazione Museo storico del Trentino e Anvcg - Associazione nazionale vittime civili di guerra, con la direzione artistica di Fabio Bucciarelli e quella organizzativa di Raffaele Crocco.