il libro

Daniela Tommasini e l'amore per la Groenlandia: la terra del tutto e del nulla

La geografa culturale altoatesina, con radici friulane, ha affidato a un volume appena uscito con Ponte alle Grazie il diario di una relazione ultratrentennale con l'isola artica minacciata da Trump. L'autrice incontrerà il pubblico sabato 28 febbraio a Bolzano e venerdì 6 marzo a Trento

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Daniela Tommasini è una geografa culturale di origini friulane che vie in Alto Adige. La Groenlandia è da trent'anni il suo grande amore e ha deciso di condividere con il pubblico la propria esperienza, in questo periodo che vede l'isola artica al centro delle attenzioni del mondo.

Lo ha fatto con un libro edito da Ponte alle Grazie e intitolato «In Groenlandia. La terra del tutto e del nulla: un diario d'amore» (320 pagine, 22 euro, 2026).

Il volume sarà presentato in regione in un incontro con l'autrice sabato 28 febbraio, alle 18, alla libreria Ubik di Bolzano (via dei Grappoli 7) e venerdì 6 marzo, sempre alle 18, alla libreria Ubik di Trento (corso 3 Novembre 10).

«La Groenlandia come nessuno l’ha mai raccontata. Trump la desidera, gli Inuit la vorrebbero indipendente dall'Europa: un libro per scoprire l’isola più grande al mondo, lontana, sconosciuta, dura e ricca di fascino», si legge nella presentazione.

E così prosegue l'editore: «Quando atterra per la prima volta in Groenlandia, Daniela Tommasini, geografa culturale, resta stregata dalla luce.

Da quel momento, cercherà di tornarci il più spesso possibile, anno dopo anno, stagione dopo stagione, per sentirsi ogni volta più a casa.

Il segreto di Daniela è semplice. Cercare di mettere da parte lo sguardo occidentale e cambiare prospettiva. Al posto delle Dolomiti da cui proviene, il suo orizzonte ora è la banchisa, la calotta polare.

A cena mangia carne di foca e minestra suaasat con pesce o uccelli. Verdura e frutta scarseggiano, così come la privacy.

Dorme sui divani delle famiglie che la ospitano, ne condivide le preoccupazioni, il disordine, l’allegria.

I suoi amici viaggiano sulle slitte trainate da cani, oppure in barca, in elicottero, in aereo.

Con Gerda – ingegnere, meteorologa, libraia, gelataia, fotografa, ortolana, ma soprattutto grande amica – compra perfino una casetta blu.

In questo diario d’amore per una terra così lontana, così vicina, troviamo l’aurora boreale e l’incanto dei fiordi, i costumi tradizionali e le danze con il tamburo, amuleti di osso e qualche tabù, ma anche basi aeree americane e miniere d’oro, curiosi esperimenti sociali, grandi spedizioni, paventate annessioni e programmi di rilocalizzazione forzata.

E, ancora, tanta, tanta amicizia. Perché Daniela vive la Groenlandia dal di dentro, la fa sua. Anzi, si fa sua. Come solo un nativo può fare».

Daniela Tommasini, friulana, vive in Alto Adige. Si è laureata in scienze politiche a Trieste e nel 1992 ha vinto un dottorato in geografia alpina a Grenoble.

Nel 1994 ha messo piede per la prima volta in Groenlandia e da allora non ha smesso di andarci. Ha fatto parte del gruppo di ricerca del Nors (North Atlantic Regional Studies della Roskilde University) e dal 2014 del gruppo di ricerca Arctic Societies, Past, Present and Future, dell’Arctic Centre di Rovaniemi in Finlandia.

Dal 2017 al 2019 è stata incaricata all’Arctic Science Center della Liaocheng University, Shandong, Cina.

Si occupa principalmente di sviluppo locale nelle comunità periferiche, relazione uomo-ambiente, società e culture, adattamenti al cambiamento in comunità isolate, pianificazione e relazioni internazionali.













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