"Anime azzurre", una storia in montagna firmata dal trentino Alessandro Botteon
Il volume edito da Bompiani narra la vita di una piccola comunità in val Badia e dell'incontro fra l'adolescente Johann, che lavora in un rifugio, e Alicia che a New York ha perso tutto negli attentati alle Torri gemelle e sulle Dolomiti fugge da quel dolore
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Sullo sfondo di una natura incantevole eppure inquietante, che con le sue ombre e i suoi venti impetuosi echeggia i sentimenti dei protagonisti, il trentino Alessandro Botteon racconta nel romanzo Anime azzurre (Bompiani, 2026, 288 pagine, 19 euro) la vita di una piccola comunità capace di serbare ricordi e leggende ma anche di intrappolare i suoi figli nella morsa di stagioni sempre uguali, sullo sfondo di una natura incantevole eppure inquietante, che con le sue ombre e i suoi venti impetuosi echeggia i sentimenti dei protagonisti.
Anime azzurre è così un romanzo di formazione e un canto d'amore per i luoghi attraverso i quali cresciamo e ai quali, nella gioia e nel dolore, non possiamo fare a meno di somigliare.
I pascoli e i boschi, la roccia che si staglia contro l'azzurro del cielo: la val Badia è un luogo dove il tempo sembra fermarsi.
Johann ha appena compiuto diciassette anni, lavora nel rifugio del signor Hofer e l'unica sua finestra sul mondo sono i film che noleggia in un negozio di Corvara, perché da quella valle incantata non è mai uscito.
Le montagne che ama e che da ogni lato chiudono l'orizzonte cominciano a diventare per lui una sfida, il costante richiamo verso ciò che sta oltre. I grattacieli, le strade brulicanti, il mare aperto: New York è la città delle infinite possibilità, fino a che un aereo si schianta contro le Torri gemelle e Alicia perde tutto.
Per questo viene mandata lontano, in un rifugio nel cuore delle Dolomiti dove il dolore non possa raggiungerla. È qui che le storie di Alicia e di Johann si incontrano: in alta quota, dove il cuore accelera e manca il respiro. Dove due creature che a valle non si sarebbero mai sfiorate possono trovare il silenzio giusto per ascoltarsi e scoprirsi diversissime eppure vicine, tese verso l'alto – anime azzurre.
Ma in montagna, si sa, il cammino non è mai lineare; per il passato e il futuro forse vale la stessa ammonizione che accompagna la misteriosa serratura del signor Hofer: «Devi chiudermi per aprirmi».
Alessandro Botteon è nato nel 1992 ed è originario di Trento. Ha lavorato per Google, dove per anni ha aiutato a crescere start-up made in Italy, oggi guida un’azienda tech che si occupa di cultura e intelligenza artificiale. Vive tra la California, l’Italia e il resto del mondo.