il libro

Ambrogio Fogar, l'ultimo sognatore fra neve, aria, mare, ghiaccio e deserto

Lorenzo Grossi ripercorre in un volume edito da Infinito «Le mille straordinarie vite» del celebre navigatore, esploratore, scrittore e conduttore tv milanese ricordato per straordinarie imrpese, come la circumnavigazione della Terra in solitaria controcorrente su una barca a vela, o la conquista a piedi del Polo Nord insieme al cane Armaduk

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Neve, aria, mare, ghiaccio, deserto. Sono stati tanti gli ambienti “estremi” nei quali si è cimentato Ambrogio Fogar nei suoi 64 anni di esistenza.

Si apre con queste parole la presentazione del libro «Ambrogio Fogar. Le mille straordinarie vite dell’ultimo grande sognatore», scritto da Lorenzo Grossi e pubblicato da Infinito edizioni (220 apagine, 18 euro).

Classe 1941, scomparso nel 2005, innamorato dell’avventura, Fogar si mette alla prova fin da giovane in numerose attività sportive: dalle prime arrampicate in montagna ai lanci con il paracadute, fino a diventare a metà degli anni '70 il secondo uomo a compiere il giro del mondo in barca a vela da Est a Ovest, contro le correnti dominanti.

Dal 1º novembre 1973 al 7 dicembre 1974, infatti, per un totale di 402 giorni, circumnaviga il globo in solitaria da est verso ovest, in direzione opposta alle correnti, con uno sloop, un tipo di barca a vela, denominato "Surprise".

A neanche 18 anni aveva già attraversato per ben due volte le Alpi con gli sci, oltre ad aver intrapreso imprese come scalatore. Partecipò anche alla Marcialonga in val di Fiemme.

Dopo la conquista a piedi del Polo Nord insieme al cane Armaduk, nel 1983, Fogar inaugura un genere televisivo che non era ancora presente in Italia: con la trasmissione Jonathan, l’esploratore milanese guida gli spettatori alla scoperta di paesaggi mozzafiato e inaccessibili.

Il tragico incidente che subisce durante un rally nel 1992 lo costringe a una paralisi totale. Da allora Fogar, inarrestabile lottatore, racconterà la sua nuova quotidianità con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla ricerca scientifica e sull’inclusività delle persone con disabilità, per una biografia rimasta sempre legata all’avvicendarsi di seri rischi di morte e di un immenso amore per la vita.













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