ROMANZO

Alla ricerca di un fossile leggendario nel ghiaccio delle Alpi

Nuovo volume di Jean-Baptiste Andrea: il paleontologo Stan convoca il suo vecchio assistente e grande amico Umberto, in un villaggio sperduto tra Francia e Italia per un progetto segreto, per inseguire un sogno. Apatosauro? Diplodoco? O addirittura brontosauro? Nessuno lo sa veramente...
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Nel 1954, sulle Alpi, il paleontologo Stan richiama l’amico Umberto per cercare un fossile leggendario nel ghiaccio. Tra ossessione, amicizia e pericoli d’alta quota, la spedizione diventa una prova di memoria, ambizione e fragilità, dove salire è l’unica via per inseguire il sogno.

È la storia del nuovo libro «Cento milioni di anni e un giorno» di Jean-Baptiste Andrea (edito da La Nave di Teseo, 2026, 224 pagine, 20 euro).

Alpi occidentali, agosto del 1954. Stan, paleontologo quasi alla fine di una carriera accademica di scarso successo, convoca Umberto, il suo vecchio assistente e grande amico, in un villaggio sperduto tra Francia e Italia per un progetto segreto. O meglio, per inseguire un sogno.

Di quelli così importanti, radicati e lucidamente folli che non si possono ignorare. Un sogno che ha la forma di un fossile misterioso. Apatosauro? Diplodoco? O addirittura brontosauro? Nessuno lo sa veramente, le tracce sono labili.

Ma per Stan l’antico mostro dorme, sicuramente, da qualche parte lassù, nel ghiaccio. Se lo scopre sarà, finalmente, la gloria, quella che non ha mai avuto e che forse non ha mai veramente cercato, ma che ha sempre sognato.

Quella che renderebbe orgogliosa la madre, morta da tempo, e dimostrerebbe al dispotico padre che il figlio è riuscito a farcela. Per ottenerla, però, bisogna salire fino a dove l’uomo raramente mette piede, dove freddo, altitudine e solitudine stringono in una morsa il cuore di chi osa avventurarsi e dove anche i rapporti di amicizia più saldi rischiano di spezzarsi.

Riusciranno Stan, Umberto, il suo giovane assistente Peter e Giò, la silenziosa ed esperta guida, a restare uniti, a raggiungere il fossile nascosto nel ghiacciaio e, soprattutto, a sopravvivere? Stan conosce benissimo i rischi, ma sa anche che la strada per il suo sogno è una sola, bisogna salire.

"Cento milioni di anni e un giorno" è un inno alla bellezza delle ossessioni, alla fragilità degli uomini, alla potenza dei ricordi e delle storie che ci portiamo dentro e ci accompagnano anche quando sembrano svanire nella neve.













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