Oriente Occidente, ecco cosa vedremo il prossimo anno 

L’International Dance Festival. Quasi 13 mila le presenze, soddisfazione di Lanfranco Cis  Il direttore artistico: «É stata una grande stagione e stiamo già lavorando alla prossima» «Offriremo uno sguardo su Polonia e Paesi Baltici e firmeremo un protocollo d’intesa con la Cina»

di Katja Casagranda

Trento. Archiviato con successo la 39esima edizione di Oriente Occidente International Dance Festival, si sta già pensando al degno festeggiamento dei 40 anni di Festival. «Si è chiusa l’edizione 2019 - ne parla Lanfranco Cis, direttore artistico e anima del Festival dalla sua ideazione ad oggi - con un degno abbraccio fra Oriente ed Occidente nell’ultimo spettacolo quello di domenica sera a Teatro Sociale con Sutra di Sidi Larbi Cherckaoui. Un festival che ha dato grande soddisfazione riempiendo i teatri e le piazze di una città, Rovereto, che ha risposto in modo entusiasta e che quindi fa guardare avanti».

Bilancio positivo per il Festival con 13 mila presenze di cui 4600 spettatori paganti, pienone per gli spettacoli gratuiti e grande interesse con Auditorium del Mart sempre pieno per la sezione Linguaggi.

«Molti gli operatori del settore presente - specifica Cis - con giornalisti, operatori del settore sia nazionali che internazionali, oltre una cinquantina quelli che sono venuti al Festival. Questo testimonia il riconoscimento del Festival come punto di riferimento nel panorama della danza. Molti gli operatori del settore ungheresi, norvegesi. Svedesi e cinesi. Tale presenza oltre al prestigio che testimonia del festival, ci ha permesso di attivare una serie di progetti e rapporti fecondi per i prossimi anni, sviluppare relazioni e testare come abbiano presa temi caldi e di attualità come quello del clima o dell’inclusione». Tornando ai numeri infatti sono stati 31 gli spettacoli in programma con 21 compagnie estere e 10 italiane. Sono stati ben 7 i sold out, 7 le prime assolute e 10 le prime nazionali con 7 produzioni site specific. «Si è acceso un dibattito sull’Est Europeo - prosegue sempre Lanfranco Cis - che ha aperto un dibattito sul tema della libertà. Temi politici e sociali che hanno coinvolto il pubblico emotivamente in un buon rapporto fra estetica e tematiche importanti. Per dieci giorni si è trasformata la città in un continuo scambio di relazioni alimentando aspettative e cercando di dare delle risposte a domande su temi di grande attualità che coinvolgono tutti da un punto di vista sia personale e umano che in rapporto con il pianeta». Nemmeno archiviate l’edizione 2019 che già si guarda avanti: «L’anno prossimo in occasione di quarant’anni di festival oltre a continuare lo splendido rapporto con l’amministrazione comunale di Rovereto che crede fortemente nel festival, stiamo prendendo contatti per un dialogo con l’amministrazione comunale di Trento così da muoverci su un asse che lega le due cittadine e coinvolge alternativamente Rovereto e Trento sul format di successo di quest’anno». Mentre per qualche anticipazione «Si offrirà uno sguardo sull’Europa Centrale investigando cosa succede nella danza in Polonia e Paesi Baltici. Si entra nel cuore del progetto europeo del rapporto fra danza e disabilità con un focus legato a spettacoli di produzioni specifiche. E poi la cosa interessante è la firma a novembre di un protocollo d’intesa a Pechino per uno scambio reciproco di produzioni. Quindi avremo giovani coreografi cinesi ma porteremo anche coreografi italiani in Cina. Proseguirà inoltre la produzione di giovani coreografi nazionali soprattutto con chi riesce a intrecciare relazioni con l’estero per sviluppare processi di produzione europei». Inoltre sempre più Festival green con attenzione ai temi legati all’ambiente e sempre più porte aperte con la possibilità non solo di formazione grazie ai workshop e laboratori ma anche uno sguardo dietro le quinte quasi in forma di reality con cui aprire le porte del Festival e non solo invade teatri, spazi specifici e piazze per un festival che ha voglia di crescere nella maturità deli suoi 40 anni.