Rovereto 

Libri, all’Arcadia il mistero scrittura 

Rovereto. Ci sono persone che inseguono sogni: quello di Silvia Ferrara, professore di Civiltà Egee all’Università di Bologna, è decifrare lingue misteriose. Quando a dieci anni incontrò per la prima...

Rovereto. Ci sono persone che inseguono sogni: quello di Silvia Ferrara, professore di Civiltà Egee all’Università di Bologna, è decifrare lingue misteriose. Quando a dieci anni incontrò per la prima volta i segni dell’alfabeto greco ne rimase folgorata, al punto da inseguire professionalmente ogni tipo di scrittura antica o di codice criptato. Un incontro di grandissima levatura quindi, quello in programma domani 4 dicembre alle ore 19 alla Libreria Arcadia di Rovereto. Un incontro basato su uno dei libri più importanti di questo 2019 e non solo: “La grande invenzione. Storia del mondo in nove scritture misteriose”, pubblicato da Giangiacomo Feltrinelli Editore. Adatto a chi ha a cuore la storia, la calligrafia, la scrittura e la semiologia. Questo libro parla infatti di un’invenzione incredibilmente ancora avvolta nel mistero: la scrittura. È ormai quasi sicuro che sia stata concepita da zero più volte nella storia, ma come si è arrivati a questa rivoluzione? Che cosa ci ha portato a scrivere? Per aiutare il pubblico a svelare questo arcano, Silvia Ferrara guida i lettori alla scoperta delle scritture inventate dal nulla e di quelle rimaste indecifrate fino a oggi, non solo tra i segreti della storia, ma anche nei meandri della nostra mente. Cina, Egitto, Messico, Mesopotamia, Cipro e Creta. Gli enigmi delle isole, la grande macchina delle città e degli imperi. Gli esperimenti sulla scrittura e le invenzioni solitarie, i sistemi ancora indecifrati dell’Isola di Pasqua e della Valle dell’Indo, il manoscritto di Voynich, gli oscuri khipu inca, il disco di Festo e tanti altri. Silvia Ferrara è professore ordinario di Civiltà egee all’Università di Bologna. Ha studiato all’University College di Londra e all’Università di Oxford e, dopo vari anni come ricercatrice in Archeologia e linguistica a Oxford, è tornata in Italia. Nel 2017 il suo progetto di ricerca ha vinto il Consolidator Grant dell’European Research Council.