Spettacoli

Concerti, gli organizzatori rilanciano: “Dall’estate show con il 65% della capienza”

Il presidente Spera: “L’anno scorso non ci sono state criticità né focolai sui mille spettacoli che abbiamo monitorato”

TRENTO. Gli organizzatori di eventi ci sperano, e ci credono: dal Palazzetto di Trento al Palaonda di Bolzano, dall’Auditorium Santa Chiara di Trento al Teatro Cristallo di Bolzano in tanti puntano su una estate di “quasi normalità” in cui potersi gustare un concerto dal vivo, finalmente.

Al momento, dopo un anno di Covid, non sembra cambiata molto la situazione. Impossibile organizzare i grandi eventi da decine di migliaia di spettatori (norme anti-assembramento e limitazioni da Dpcm non li consentono), rimandati a tempi migliori anche i grandi festival, irrealizzabile invitare i big stranieri per le difficoltà ad oggi a muoversi e per le quarantene previste nei vari Paesi, ma non tutto è perduto.

Se Vasco Rossi, Zucchero, i Pearl Jam (solo per citarne alcuni) si sono visti costretti a posticipare i loro show, c'è chi prova ad andare avanti, anche dopo le proposte avanzate da Franceschini che apre alle Regioni la possibilità di sperimentare, all'aperto, eventi con più spettatori, con più misure di sicurezza, tra tamponi e mascherine FFP2 obbligatorie.

Come l'Arena di Verona che - seppure con un numero più limitato di spettatori - ha già confermato diversi concerti, come quello de Il Volo (il 5 giugno, per l'apertura della stagione estiva, ma sono state cancellate le due date a fine agosto) di Emma (6 giugno) e di Francesco Gabbani (4 luglio). Qualcun altro, come Max Gazzè o Daniele Silvestri, già protagonisti l'estate scorsa di coraggiosi mini-tour, sono pronti a ripartire e invitano tutti i colleghi a farlo.

“Sul fronte delle aperture, tra modalità e test, stiamo lavorando da tre mesi. E dalle nostre analisi, riteniamo che si possa lavorare al 65% della capienza - afferma Vincenzo Spera, presidente di Assomusica -. L'anno scorso non ci sono state criticità né focolai sui mille spettacoli che abbiamo monitorato”. E sull'obbligo di mascherine e di tamponi, Assomusica si dice d'accordo, anche se "i costi non possono ricadere sugli organizzatori, già provati da una profonda crisi economica".

In 14 mesi di stop, il settore ha avuto un calo di 1,3 miliardi di fatturato, “ovvero il 97% e ad oggi, per il 2021, siamo ancora a 0, cioè il 100%”.

Per far sì che la stagione estiva della musica dal vivo possa provare a ripartire ("in sicurezza e senza farsi male"), c'è però bisogno di regole certe in tempi stretti. "Se si daranno indicazioni valide per tutti (perché se le Regioni vanno in ordine sparso diventa difficile), entro la prima settimana di maggio, direi che il tempo per programmare una stagione adeguata ci possa essere - precisa Spera -. Ma il governo deve recepire che laddove uno spettacolo programmato non si possa svolgere, a causa della pandemia e di condizioni di sicurezza mutate, deve intervenire con un fondo di garanzia che copra le spese sostenute, come avvenuto ad esempio in Germania, dove per questo sono stati stanziati 2 miliardi".

Per assicurare la sopravvivenza del settore, Assomusica chiede inoltre "che si continui con i ristori laddove non ci sia la possibilità di lavorare; una road map di ripartenza che abbia prospettiva; una progettualità di lunga durata, anche in considerazione dell'utilizzo dei fondi di Next Generation Eu, che preveda una nuovo modo di pensare gli spettacoli dal vivo".