Mobilità

Valsugana-Trento, la ciclabile ha un problema sulle scale alla Mochena

Lungo il nuovo tracciato che consente di spostarsi dal capoluogo a Pergine (via strada dei Forti e Civezzano in attesa di poter passare dai Crozi) si incontra un sottopasso scomodo ma fondamentale, presso la  statale 47: dopo le richieste arrivate dai ciclisti, la Provincia è intervenuta tempestivamente nei giorni scorsi posando delle canaline metalliche per farci scorrere le bici, «ma sono troppo strette e attaccate al muro, vanno migliorate...»

GALLERY «Sottopasso scomodo per le bici alla Mochena: canaline strette»


ZENONE SOVILLA


Si completano i segmenti collaterali, in attesa che diventi finalmente realtà il collegamento ciclabile fra Trento e la Valsugana, atteso da decenni e ora bloccato dal cantiere di riqualificazione della galleria dei Crozi 1 (aperto da poche settimane, previsti circa due anni e mezzo di lavori).

Una volta finito l'intervento sulla statale 47, le biciclette potranno utilizzare la vecchia strada dei Crozi, che corre a monte del viadotto e della galleria, prima sarà impossibile perché vi sarà deviato il traffico automobilistico dato che nel tunnel si viaggiarà a lungo su una sola corsia.

Nel frattempo, la Provincia ha ultimato da un lato la ciclabile da Trento nord a Ponte Alto, con un lungo tratto protetto ai margini della statale; dall'altro, in Valsugana, è stato completato il tratto che consente di pedalare dalla fine della gola dei Crozi (Civezzano) fino a Pergine, in zona Ponte Regio. Da qui peraltro si può abbastanza facilmente raggiungere la ciclopista che dalla località Fornaci arriva a San Cristoforo congiungendosi al tracciato lungo il lago di Caldonazzo.

Una novità che risponde anche a esigenze immediate di sicurezza, dato che consente di evitare la pericolosa la rotatoria al centro commerciale e di dover percorrere il vialone di Cirè.

Ma c'è un problema che in questi giorni diversi ciclisti stanno verificando e segnalando: il sottopasso della statale 47 in località Mochena che rappresenta uno snodo fondamentale per la continuità della nuova pista con il percorso ciclabile sulla viabilità secondaria, via Civezzano, strada dei Forti e Cognola, vale a dire il tracciato che ancora per qualche anno sarà la via obbligata per i ciclisti tra Valsugana e Trento.

Se da un lato, quello sud, infatti, il sottopassaggio presenta da sempre un opportuno scivolo adatto anche ai ciclisti, sull'altro c'è una scala ripida con un corrimano in mezzo. Un'impresa affrontarla, specie per i molti che usano le pesanti e-bike o per i cicloturisti carichi di bagagli.

«Sottopasso scomodo per le bici alla Mochena: canaline strette»

Siamo a Civezzano, lungo il nuovo tracciato ciclabile che da Pergine arriva alla strada dei Forti e quindi a Trento, in attesa che sia utilizzabile la vecchia strada dei Crozi (cantiere per due anni e mezzo). Tutto molto apprezzato, specie il tratto lungo il Fersina fino a ponte Regio, ma c'è un neo: la ripida scala del lato nord del sottopasso alla Mochena. Dopo le segnalazioni arrivate dai ciclisti, la Provincia è intervenuta posando una canalina metallica, ma il problema è stato solo parzialmente risolto, perché lo scivolo è troppo stretto e attaccato al muro laterale (manca lo spazio per il manubrio), rendendo la manovra molto complicata, specie per chi ha bici pesanti o molto cariche: da qui la richiesta di una modifica [foto: U. Caldonazzi e Z. Sovilla]

Di fronte alle numerose segnalazioni, la Provincia è intervenuta tempestivamente e nei giorni scorsi, ha posato delle canaline in acciaio ai lati della scala.

Ma anche dopo questa miglioria, restano criticità significative, come alcuni utenti hanno segnalato anche alla nostra redazione.

Ciò, perché le canaline lambiscono la parete e sono troppo strette per consentire di tenere adeguatamente la bici: il manubrio, i pedali o le borse sbattono contro il muro laterale e l'unico modo è tentare di inclinare molto il mezzo per spingerlo (o tenerlo, se si scende).

Situazione decisamente scomoda se non proprio impossibile per chi viaggia con un certo carico.

Insomma, uno "scivolo" largo solo una ventina di centimetri attaccato alla parete non è affatto funzionale.

Serve dunque un intervento risolutore, come sottolineano i ciclisti che ci hanno scritto. Che fare? L'auspicio è che a breve la Provincia possa adeguare il sottopasso eliminando la scala e realizzando anche da questo lato uno scivolo di pendenza limitata, come quello già presente da sempre sul versante opposto (nella foto qui sotto).

Nel frattempo, si potrebbe quanto meno allargare la canalina metallica (come minimo raddoppiandola a 40-50 centimetri) o magari valutare se sia più funzionale spostarla al centro delle scale (sempre però tenendo presenti gli aspetti di sicurezza, dato che in fondo poi c'è una svolta "cieca").

In ogni modo, sono in molti a chiedere una soluzione rapida che eviterebbe il permanere di un "buco nero" in un contesto sicuramente positivo e apprezzato.

Fra le osservazioni, infine, sempre in zona, anche quella sulla segnaletica reputata insufficiente in entrata e uscita a Cirè e pure a Pergine, per instradare correttamente i ciclisti.













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