torcegno 

Ceggio, bene ma non benissimo 

Gilmozzi risponde a Cia: qualità acqua migliore ma sempre critica

di Franco Zadra

TORCEGNO. A ottobre 2016 il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia, sollecitato da alcuni residenti, aveva effettuato un sopralluogo del torrente Ceggio, là dove vengono scaricate le acque residuali provenienti dall’impianto di depurazione che serve l’abitato, prelevando dei campioni d’acqua fatti poi analizzare in un laboratorio specializzato nella gestione diretta degli impianti di depurazione. Il caso, che aveva portato alla luce quella che venne definita subito una “fogna a cielo aperto”, portò i carabinieri del Noe a denunciare il primo cittadino alla Procura, constatando tra l’altro che l’impianto di depurazione scaricava nel torrente in assenza di valida autorizzazione provinciale, scaduta a fine 2015, e prescrivendo il rispetto dei limiti di accettabilità in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti, una pulizia straordinaria di tutti i comparti dell’impianto di trattamento e un controllo sulle acque di scarico per la verifica del rispetto dei limiti previsti dalla legge.

Con una interrogazione del 18 gennaio scorso, Cia chiedeva tra altre cose «quali siano le azioni adottate a tutela e risanamento del torrente Ceggio, inserite nel Piano di Tutela delle acque (Pta), mirate a risolvere i problemi che provocano lo scadimento di qualità del corso d’acqua». Nella risposta, l’assessore provinciale Mauro Gilmozzi ricorda ora che «i dati di monitoraggio raccolti da Appa vengono elaborati nel Pta che individua i punti critici su cui attuare azioni di tutela e risanamento attraverso interventi mirati a risolvere i problemi che provocano lo scadimento di qualità dei corsi d’acqua e dei laghi. Nel caso specifico del Ceggio, le misure previste per migliorare la situazione sono il collettamento delle Imhoff di Campestrini e di Torcegno al depuratore di Villa Agnedo, come peraltro previsto anche dal Piano provinciale di risanamento delle acque, e il rilascio nel corpo idrico di un deflusso minimo vitale adeguato al mantenimento di una portata continua in alveo, previsti del resto qualora si renda necessario migliorare o risanare situazioni di particolare inquinamento o di degrado idraulico nonché per altre motivate esigenze ambientali».

Nel frattempo il Comune di Torcegno ha fatto la sua parte, ottemperando alle prescrizioni e rientrando nel rispetto dei limiti di accettabilità previsti dalla legge in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinamenti. E ora «la qualità biologica del tratto di torrente - scrive ancora Gilmozzi - segnala un cauto miglioramento rispetto allo stato qualitativo riferito al Pta». Viene però confermata la preoccupazione di Cia riguardo il problema dei prelievi idrici, poiché «la situazione di criticità - nota ancora l’assessore Gilmozzi - di quel tratto di torrente è dovuta all’eccessivo carico di nutrienti, e risente anche dei prelievi idrici che impediscono di fatto una completa diluizione dei nutrienti che arrivano dallo scarico». La progettazione del collegamento con il collettore principale di fondovalle è intanto completata, ed entrambi i collettori Castelnuovo-Telve e Telve-Torcegno sono stati approvati e finanziati.