Passi e riflessioni di pace fino a San Valentino 

Oggi pomeriggio da Marani con Memores un cammino per la riconciliazione Parrocchia di Ala con i Kaiserjaeger di Innsbruck per ricordare la Grande Guerra



ALA . Dove correva il fronte, oggi si camminerà per la pace e il ricordo. L'associazione Memores organizza "Un cammino verso la pace", una marcia dal paese di Marani di Ala fino al Santuario di San Valentino, all'ingresso della valle per il tristemente noto Passo Buole. La passeggiata, aperta a tutti, sarà sia una forma di riconciliazione, sia una riflessione sulla tragedia della Prima guerra mondiale. Riconciliazione, perché, assieme alla parrocchia di Ala e il Kaisejaeger Club di Innsbruck, l'associazione ha invitato i rappresentanti delle Chiese tirolese e trentina. In cammino verso il Santuario ci saranno infatti don Cristiano Bettega, direttore dell'ufficio Cei per l'ecumenismo ed il dialogo, e Raimund Schreier, Abate dell'abbazia di Wilten ad Innsbruck. Don Bettega parteciperà al posto del vescovo emerito di Trento, Luigi Bressan, richiamato all'ultimo a Roma dal Papa. La camminata avrà inizio alle 16 dal campo sportivo di Marani di Ala, all'inizio della salita per San Valentino. Si salirà lungo la strada, facendo tre tappe di riflessione. La prima, all'inizio del cammino, la seconda in località Fusi e l'ultima sul sagrato davanti al Santuario. Nei tre momenti di riflessione verranno letti dei brani di uno scritto di don Marco Morelli, che costituisce una sorta di denuncia della guerra e di chi, cento anni fa, fu fautore e appoggiò lo scoppio del conflitto: non solo quindi i regnanti, ma anche parte del clero, parti del popolo, partiti, gruppi politici. Una guerra che Morelli definisce "schizofrenia mondiale". Ad ogni tappa ci sarà anche una preghiera per le vittime del conflitto, in una marcia che resterà comunque di tipo laico. Al termine della marcia, alle 18, si terrà una messa al santuario, concelebrata da don Bettega e da Schreier. «Ricorderemo tutte le vittime, non solo i soldati - commentano Massimiliano Baroni e Paolo Leonardi di Memores - questa marcia sarà un invito a fare "mea culpa", e a fare ricordo di ciò che è stato. La nostra grande paura è che da qui al prossimo 4 novembre prossimo non si faccia ricordo, ma si scada ancora una volta nelle celebrazioni. In questo centenario è mancata la critica, la memoria dei morti. Abbiamo voluto riunire le Chiese trentina e tirolese non per intento nostalgico, ma per riunire e conciliare le due culture, che sono comunque alla base della storia della nostra terra, e che sono state divise da una guerra che ha cambiato la storia del mondo, non solo del Trentino». (m.s.)

















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