Nomi, nell’antico granaio il presepe degli «ultimi» 

Costruiti a mano da migranti e persone in difficoltà assistiti dai volontari Caritas gli 80 personaggi in stile napoletano occupano uno spazio di 40 metri quadri

NOMI . Più che di presepe si dovrebbe parlare di monumento, e se è monumento, questo è dedicato tutto alla solidarietà. Racchiuso nel gigantesco presepe monumentale che si trova nella sala del Granaio di Nomi c'è tutto il lavoro della Caritas: ore e ore di lavoro assieme a richiedenti asilo, migranti, persone (italiane e straniere) in situazione di difficoltà o disagio, o sulla strada di uscita da varie forme di dipendenza. Tutte queste persone - "gli ultimi" del messaggio cristiano, i primi che Gesù sarebbe andato a cercare oggi - hanno costruito a mano, assieme a tanti volontari della Caritas, il presepe che sarà protagonista degli eventi natalizi di Nomi. Il paese della destra Adige per il 27° anno propone "presepi nelle contrade", e la collaborazione con Caritas, che va avanti da due anni, si rafforza. Ieri l'opera è stata presentata, da domani iniziano gli eventi natalizi e la mostra itinerante nel centro storico, curata dalla Pro Loco in collaborazione col Comune. Il presepe della Caritas è stato fatto praticamente interamente a mano, con i lavori iniziati già a febbraio. È in perfetto stile napoletano. Gli stampi dai quali sono state ricavate le statuine sono stati recuperati proprio nella città partenopea. Vi si trovano 80 personaggi alti 35 centimetri, edifici alti fino a due metri; occupa uno spazio di 40 metri quadrati. Una grandezza che rende "piccolo" quello realizzato l'anno scorso (e collocato a fianco) e che ha spinto il sindaco di Nomi Rinaldo Maffei a mettere le mani avanti: «Per l'anno prossimo ditemelo, che servirà una licenza edilizia». Scherzi a parte, «Questa collaborazione con il paese di Nomi e la Caritas si sta affermando, ed è sincera, autentica - ha detto Maffei - ed è coerente con lo spirito che ha sempre animato i presepi di Nomi, e in definitiva quello del Natale». «Questo presepio simboleggia la solidarietà che ci lega, la condivisione che c'è stata tra volontari, richiedenti asilo, persone sole, con problemi di dipendenze ed emarginazione», ha aggiunto Roberto Ferrari, di Caritas. «7500 ore assieme - ha ricordato la coordinatrice del progetto Manuela Zeni - da 35 persone diverse siamo diventati una seconda famiglia». "Presepi nelle contrade" è inserito nei Natali della Vallagarina coordinati dall'Apt: «È qualcosa di unico, che promuoveremo assieme a tutti gli eventi natalizi», ha detto il presidente Giulio Prosser. La caratteristica del Natale di Nomi è di essere tutto dedicato alla solidarietà, così tutte le domeniche di dicembre e fino a gennaio si troverà, nella sala del granaio, anche un mercatino solidale, con oggetti fatti a mano anche da persone in difficoltà. Domani sera alle 20.40 in chiesa il primo di sei concerti, con il coro Anin di Villa. (m.s.)

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