Verla, l’uva torna ad essere star

Via alla 57ª edizione della Festa in nome del vino. Il presidente Pellegrini: meno goliardia, più cultura


di Daniele Erler


VERLA DI GIOVO. Tenere vivo il legame con una tradizione ormai consolidata, riuscendo allo stesso tempo a proporre delle novità che possano innovare la Festa dell'Uva. È la sfida del comitato, composto dai volontari che organizzano a Verla l'evento più atteso della val di Cembra. La formula è quella che ha fatto discutere, già nelle scorse settimane. Un taglio alle iniziative puramente ricreative, e un investimento invece sul lato culturale della manifestazione.

«Si è scelto di frenare la parte goliardica della Festa, anche se non sarà tolta del tutto», ha spiegato ieri Cesare Pellegrini, presidente del comitato, durante la conferenza stampa che ha presentato l'edizione numero cinquantasette della Festa dell'Uva. In concreto, significa la scomparsa di tre stand (Beverland, Espacio Tranquilo e Sagrin) proposti negli anni scorsi dai giovani del paese. E l'introduzione delle due vere novità del programma quest'anno. Piazza Mazzanti gli scorsi anni era occupata da Espacio Tranquilo: al suo posto, ci sarà “Fuori sipario”, una sorta di kermesse, che vedrà sul palco artisti di diverse discipline. Dalla danza ai canti popolari, passando per il teatro ed i burattini. Con la presenza anche della tradizionale canta dei mesi di Cembra.

Altra novità, nei pressi della cassa rurale e al posto di Beverland, sarà invece “Tasto dentro”. Un modo innovativo per concepire la degustazione dei vini, ispirato da analoghe iniziative proposte in Toscana. «È un'esperimento che introduciamo quest'anno», ha commentato Pellegrini. «L'idea è di innovare la degustazione, attraverso un approccio sensoriale completo». Ovvero, la cura non sarà solo nella scelta dei vini, ma anche nel contesto, nell'allestimento e nella musica di sottofondo. La scelta insomma è quella di dare alla Festa una direzione ben precisa. «Il comitato ha iniziato un lavoro d'innovazione, che la porti anche a differenziarsi dalle altre manifestazioni enogastronomiche», ha detto Pellegrini. «Abbiamo pensato a proposte diverse, rispetto a quelle che si limitavano al solo divertimento. Il tentativo è anche di ridare centralità all'evento clou: la sfilata dei carri allegorici, la domenica». Quest'anno saranno ben sette i carri a contendersi l'ambito primato. Uno dei gruppi partecipanti è di Rovereto. «La Festa è come se avesse portato l'uva in piazza – ha commentato l'assessore provinciale all'agricoltura e al turismo Dallapiccola – è un modo, anche per chi viene da fuori, di conoscere il lavoro che sta dietro alla produzione del vino. Una possibilità per stringere quelle mani che, pochi giorni prima, hanno vendemmiato. Quasi sessant'anni fa, si è trovato questo modo per veicolare un messaggio al grande pubblico. Ed è stata una scelta indovinata».













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