Vandali devastano la roulotte del pastore

Eddy Trentin, 27 anni di Ronchi, aveva «parcheggiato» a Mattarello. Picchiati anche i due cani



TRENTO. La scorsa notte l’ha passata al freddo. E non poteva fare altrimenti. Da tempo la sua casa è una roulotte che sposta giorno dopo giorno perché Eddy Trentin, 27enne di Ronchi Valsugana, di professione fa il pastore e sta portando 1.200 pecore in transumanza. Solo che qualcuno ieri ha distrutto la sua casa mobile «parcheggiata» a Mattarello, nella zona di Acquaviva. «Hanno rotto le finestre - racconta il pastore - e l’hanno distrutta tutta all’interno. Chiaramente volevano colpirmi: non è stato rubato nulla». Ma quello che fa più male ad Eddy è che chi ha devastato la roulotte, ha picchiato anche i due cani che aveva lasciato a fare la guardia. «E gli animali non si toccano» dice il pastore.

I danneggiamenti li ha scoperti poco prima delle 19 di ieri sera quando ha fatto ritorno al «campo base», a Mattarello. «Sono arrivato la mattina - racconta - e mi sono fermato in una zona isolata dove non potevo dare fastidio a nessuno. Ho preparato il recinto e poi sono partito con le pecore. Le ho portate a pascolare lungo le rampe dell’autostrada. In linea d’aria sarò stato ad un chilometro di distanza». Trentin è rimasto fuori tutto il giorno e quando è tornato, ha trovato la roulotte devastata. «L’ho comperata non senza fatica un paio di mesi fa -spiega - e ora è distrutta. Ma quello che mi ha fatto più male è stato vedere i due cani picchiati. Per fortuna non sono in gravi condizioni ma non riesco a capire come una persona possa colpire un animale. Per cosa poi? Non hanno rubato nulla. Nella roulotte avevo lasciato il mio portafoglio con 100 euro e c’erano altre cose di valore che potevano essere portate via, ma non è stato toccato nulla. Invece hanno rotto tutto quello che poteva essere rotto. E poi se la sono presa anche con il recinto che avevo predisposto rompendo sei picchetti». Trentin non sa darsi una ragione di un gesto di questo tipo. «Probabilmente - dice - si tratta di qualcuno che mi conosce o comunque conosce i miei cani, altrimenti non avrebbe potuto avvicinarsi alla roulotte». Quello che è successo ieri rende ancora più amara la vita del pastore, vita che Eddy ha scelto da giovanissimo. «Quando ho finito la terza media - racconta - ho deciso che avrei fatto il pastore, come mio nonno. Le pecore mi sono sempre piaciute e non ho avuto esitazioni. Ora sono dieci anni che seguo il gregge che ho in società con Antonio Giuliani di Dro. Sono 1.200 pecore che sto portando in quota. Per una ventina di giorni sarò ancora lungo l’Adige e poi salirò in quota: una parte del gregge andrà sul Bondone, l’altra in Paganella. E lassù sarà tutta un’altra storia». Si perché il periodo della transumanza per i pastori è ricco di difficoltà con i vari divieti per far mangiare le pecore. «Alla fine le porterò a pascolare in piazza Dante», racconta. E non pare una battuta al cento per cento. (m.d.)

 

 

 

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