LA DENUNCIA

Una discarica a cielo aperto sotto l’abitato di Sardagna 

Carlo Casata, portalettere, l’ha scoperta lungo il sentiero della Sat: sacchi neri, mobili, pneumatici, perfino un passeggino. «Incivili che vanno scoperti e perseguiti»

di Claudio Libera

Sardagna. Una discarica a cielo aperto. L’ha scoperta un postino, Carlo Casata, che chiede si intervenga per individuare i responsabili di questa inciviltà. Da uno dei primi tornanti della strada che da Montevideo porta all’abitato di Sardagna, sulla sinistra, si diparte via delle Mandolare che, con un tuffo ardito pur se asfaltato e stretto tra muri a secco, steccati, siepi e qualche bel maso, riporta a Piedicastello. La strada è pure parte iniziale del “Sentiero Trento Nostra” della Sat, il 645 che sale verso Sardagna e Vaneze.

 

Discarica a cielo aperto

A duecento metri dal suo imbocco, c’è uno slargo, con una cancellata arrugginita, cartelli col divieto d’accesso per frane e proprietà privata, ormai completamente “mangiati” dal tempo. Di lì, qualche giorno fa, è transitato il portalettere del Bondone Carlo Casata, 58 anni, originario di Cinte Tesino ma da tanto residente a Trento. Da circa un anno, dopo una vita in centro città, consegna la corrispondenza sul Monte Bondone: un giorno Sopramonte e poi su fino alle Viote, il successivo Sardagna e i masi sottostanti, compresa via delle Mandolare. E proprio passando di lì, l’altra mattina qualcosa di insolito ha attirato la sua attenzione: si è scostato di un passo dalla strada ed ha fatto la sconcertante scoperta: una quantità enorme di rifiuti d’ogni genere.
 

Passeggini, pneumatici, mobili e apparecchiature

“Ero in divisa – spiega Carlo, un ottimo trascorso da ciclista amatore con qualche bel risultato proprio sulla cronometro Trento Monte Bondone – così, terminato il servizio, approfittando delle prime uscite in rampichino, sono salito per verificare quanto visto al mattino”. E lì, nemmeno tanto nascosto, sul ciglio del sentiero, un passeggino rosso, qualche metro sotto decine di grossi sacchi neri, suppellettili, plastiche, attrezzatura elettrica, mobili e pneumatici.

 


«Chi di dovere può identificare gli incivili»

“Un gesto d’inciviltà che dura da tempo - commenta Casata –i residenti hanno tanto rispetto di questo loro speciale angolo della città; si tratta probabilmente di incivili che o conoscono il posto o l’hanno scoperto per caso e poi utilizzato come discarica a cielo aperto. Mi sono sentito in obbligo di segnalarlo per fare in modo che chi di dovere, oltre a ripulire il bosco, possa individuare e punire gli inqualificabili deturpatori del nostro verde”.